A Bi Ci – 1° Rapporto sull’economia della bici in Italia e sulla ciclabilità nelle città

A Bi Ci – 1° Rapporto sull’economia della bici in Italia e sulla ciclabilità nelle città è stato realizzato da Legambiente in collaborazione con VeloLove e GRAB+ – e presentato a Roma nel corso del Bike Summit 2017 lo scorso 5 maggio. Scopo del rapporto era descrivere l’Italia che già va in bici e dare spazio a quelle tante buone pratiche che hanno reso bike friendly i centri urbani e il territorio al fine di evidenziare le strategie da mettere in campo per far crescere in sicurezza l’uso delle due ruote in città e sviluppare le opportunità delle ciclovie e del cicloturismo.
Il rapporto sottolinea come nonostante il forte sviluppo della rete ciclabile italiana al partire dal 2008 la percentuale di italiani che utilizzano la bici per gli spostamenti è rima¬sta immutata: era il 3,6% nel 2008 ed era ancora il 3,6% nel 2015.
Le città cui cui cittadini usano maggiormente la bici sono:

  • Pesaro e Bolzano, dove circa un abitante su tre pedala per raggiungere il luogo di lavoro o di studio
  • Ravenna, Reggio Emilia, Treviso e Ferrara con percentuali di abitanti che preferiscono il manubrio al volante che oscillano tra il 22% e il 27%.
  • Cremona, Rimini, Pisa, Padova, Novara e Forlì dove i cittadini che utilizzano quotidianamente la bici per i propri spostamenti sono circa il 15% della popolazione.

Legambiente ha cercato di capire quali siano fattori di successo di Bolzano e Pesaro. Il comune altoatesino ha collegato tra loro, formando una sorta di grande anello ciclabile, tutte le zone scolastiche, sportive e ricreative cittadine. La città di Pesaro ha realizzato la Bicipolitana, una metropolitana di superficie che alla fine del 2016 conta ben 85 chilometri di percorsi ciclabili e la rete, visto il successo, continua a estendersi. In queste due città accanto ad infrastrutture di qualità per le bici c’è anche una riorganizzazione complessiva dello spazio urbano: sono state ampliate le aree pedonali, sottratti spazi alla sosta delle auto, messi in sicurezza gli incroci, istituite zone a velocità moderata. Attraverso un approccio innovativo allo spazio urbano e alla sostanziale redistribuzione dei pesi tra le diverse componenti del trasporto che pone al cen¬tro le esigenze di spostamento della persona e non del veicolo si è resa la rete ciclabile urbana molto appetibile agli utenti.
Lo studio di Legambiente sottolinea la necessità di realizzare percorsi ciclabili sicuri e di qualità, con una forte coerenza fisica e visiva. I tracciati per le bici devono essere fatti con criterio (i punti di origine e di destinazione non devono essere casuali ma coincidenti con forti attrattori di mobilità come università, quartieri ad alta densità abitativa, stazioni ferroviarie e della metropolitane), il fondo stradale delle piste deve essere privo di difetti e irregolarità con caratteristiche tecniche che lo rendano scorrevole, gradevole e percorribile tutto l’anno (anche in caso di forti piogge). Nel disegnare nuovi itinerari si deve dare priorità a quelli che favoriscono l’intermodalità con i servizi di trasporto su ferro e altri mezzi del Tpl che consentono di salire a bordo con la bici.
Un capitolo del rapporto è dedicato al valore economico della biciclette in Italia che analizza il mercato delle biciclette, il valore del fatturato del settore del cicloturismo, il risparmio dovuto al mancato consumo di carburante i benefici in termini di salute e di anidride carbonica non emesssa.
Il rapporto è disponibile al seguente link
Fonte: Legambiente

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