Arte dai rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche: le opere di Isacco Occhiali

Computer, cellulari, tv, e nuova tecnologia… influenzano la nostra vita… e quando smettono di esserci utili ingombrano il nostro spazio, in silenzio. E’ difficile distinguere se sia il sogno dell’uomo a creare la tecnologia oppure se sia la “voglia” di tecnologia a sospingere il sogno… ed il viaggio prosegue sempre piu’ veloce, quasi piu’ veloce del desiderio stesso… e non e’ facile accorgersi subito di quello che lasciamo cadere lungo il percorso. L’hardware dell’idea tecnologica si concretizza in diversi manufatti che prolungano il corpo umano donando maggiore efficienza… il software tecnologico, probabilmente, sostiene e amplifica il pensiero… L’osservazione del mondo viene affidata ad occhi “tecnologicamente avanzati” e la volonta’ di proiettarsi nel futuro, creando nuovi strumenti meccanici ed elettronici, si confronta con la materia vivente secondo i criteri naturali. La comunicazione corre lungo linee digitali connesse a “cabine” informatiche. L’uomo parla, scrive ad un altro uomo scambiano segnali elettrici… quasi in tempo reale… Ma di cosa abbiamo bisogno per realizzare i nostri pensieri? Ad esempio di circa 760 metri quadri di spazio produttivo della natura… di terra… per fare un pc… Perche’ la velocita’ di realizzazione e’ cosi’ importante? Viaggiando su un treno troppo veloce, dal finestrino non si riescono a vedere i dettagli del paesaggio che stiamo attraversando… Ed ora come stiamo vivendo? Il tempo quale merce piu’ preziosa… osservare il paesaggio senza l’ansia di dover partire subito… Quali possibilita’ vengono aperte e quante chiuse dall’avvento dell’era tecnologica? Il territorio sconfinato che si apre dentro l’uomo viene oscurato dalle possibilita’ che il progresso rende disponibili per rendere piu’ agevole la vita materiale. Intanto… nel sottofondo rumori di macchine… la tecnologia ronza ritmicamente… quasi inarrestabile… e copre il silenzio di cio’ che ha smesso d’esser utile: ecco cosa rimane della tecnologia… piccoli frammenti, obsoleti, forse ancora funzionanti, ma non più adeguati alle nuove esigenze, alle nuove tendenze… ricordi occultati… una volta raggiunta la meta, subito un’altra prende il suo posto e la precedente diventa solo macerie di un sogno… Come eseguo i quadri o realizzo le idee Quando mi capita di avere fra le mani parti di pc, vecchi tv, monitors e in genere tecnologia non piu’ funzionante, mi viene la curiosita’ di vedere cosa c’e’ dentro; smonto cio’ che e’ smontabile, utilizzando le forme piu’ vicine all’idea che ho in mente per realizzare “quadri” (e non solo). Inserisco quindi in un contesto pittorico foto e vari oggetti appartenuti ad apparati meccanici ed elettronici: l’insieme riassume le mie riflessioni sull’impatto della tecnologia nella nostra vita, all’inseguimento forse di una risposta alle solite domande chiave: chi siamo? perche’ viviamo? dove stiamo andando? Il tutto perennemente accompagnato dal dubbio di non giungere a certezze definitive. Le idee Spesso l’analisi delle inquietudini sottili che attraversano il quotidiano sboccia in diversi pensieri che si ramifica in due direzioni: quali sono i miei bisogni materiali e quali quelli spirituali? La loro compenetrazione influenza il mio modo di vivere e sfocia nella voglia di comunicare con gli altri nel modo che mi riesce più naturale.

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