Bonifiche, il proprietario deve sempre porre in essere le misure di prevenzione

Il ministero dell’ambiente con la nota 23 gennaio 2018, prot. 01495 in materia di bonifiche, ha fatto il punto sugli obblighi del proprietario non responsabile della contaminazione e il relativo onere probatorio nonché sull’inquinamento diffuso. La nota, diretta alle Regioni, alle Province, all’Ispra, alle Arpa e all’Iss, si è resa necessaria per “fornire un indirizzo comune” e per “garantire omogenei livelli di tutela ambientale e sanitaria nel territorio nazionale”.

La nota ricostruisce il quadro normativo del “Codice ambientale” – Dlgs 152/2006 e ripercorre la principale giurisprudenza intervenuta sul tema. Sul fronte europeo, la nota ricorda Corte di Giustizia Ue 4 marzo 2015 (C-524/13) secondo la quale affinché sia possibile imporre ad un soggetto la bonifica di un sito, è necessario che tra la sua azione e il danno ambientale vi sia un nesso causale. Tuttavia, se il responsabile non è individuabile, il proprietario del sito non responsabile, deve rimborsare le spese per gli interventi effettuati dall’autorità competente nel limite del valore di mercato del sito, determinato dopo l’esecuzione di tali interventi. Sulla identificazione del responsabile, la nota ricorda che ai fini della responsabilità penale vale la regole della “prova oltre il ragionevole dubbio”; invece, in campo civile e amministrativo la regola è quella della preponderanza dell’evidenza e del “più probabile che non, riscontrabile anche in via presuntiva”.

Fonte: Il Sole 24Ore

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