Il Convegno di CO.RI.PET a Ravenna2014-Fare i conti con l’ambiente Ravenna – 22 maggio 2014

Si è tenuto oggi, nell’ambito della manifestazione di Ravenna2014 “Fare i conti con l’ambiente”, il Covegno di CO.RI.PET, il Consorzio per il riciclo del pet, di cui fanno parte produttori di acque minerali e riciclatori di pet per il reimpiego nell’industria delle bevande, dedicato agli scenari europei e nazionale dell’industria del riciclo della plastica.
L’intervento introduttivo di Paolo Glerean, membro del Board di Plastic Recycling Europe, ha delineato il quadro di riferimento normativo ed economico del riciclo delle plastiche a livello europeo, sia basandosi sul quadro attuale che sulle future dinamiche, delineando infine le prospettive dell’industria del riciclo con i possibili effetti positivi sull’andamento dell’industria “green” e della relativa occupazione. Glerean ha ricordato i più recenti pronunciamenti del Parlamento Europeo in materia di riciclo, con l’auspicio di un aumento degli obblighi da parte dei paesi membri fino a quote del 60% e più dell’immesso al mercato.
Successivamente Dario Previero, General Manager di Previero/Sorema, società leader nel settore del riciclo delle materie plastiche e in particolare del pet, ha tracciato un quadro ampio ed esaustivo dello stato delle tecnologie di riciclo e di recupero delle materie plastiche a livello mondiale. Previero ha focalizzato la sua attenzione sui diversi cicli tecnologici richiesti dal mercato, chiarendo come non esistano ormai differenze sostanziali fra le esigenze manifestate dai paesi avanzati rispetto a quelli in via di sviluppo. Ciò che emerge dalla esperienza e dalla presenza della società in ogni parte del mondo è la richiesta di impianti sempre più performanti ed automatizzati, con  dimensioni sempre più orientate a cogliere le economie di scala. Interessante notare come a livello mondiale, quindi includendo anche aree con ancora scarso interesse al recupero di materia, il tasso di riciclo del pet sia superiore del 51%, addirittura maggiore del dato italiano.
La relazione di Giuseppe Crippa, responsabile progettazione del CESAP (Centro Europeo di Sviluppo e Applicazione delle Plastiche) ha toccato un argomento di particolare attualità, l’ecodesign delle materie plastiche. Crippa ha tracciato dapprima un quadro di riferimento normativo che consentisse di porre le attività di ecodesign all’interno delle varie definizioni. Ha poi affrontato le problematiche progettuali complesse, articolando le varie opzioni cui il professionista si trova ad operare: dagli aspetti relativi all’energia, all’assemblaggio dei vari componenti, alle valutazioni LCA, ed infine al disassemblaggio del fine vita con le sue componenti di riuso e di riciclo dei materiali. La logica circolare dell’ecoprogettazione deve infine tenere conto anche delle modalità di confezionamento e di trasporto, quindi avere una attenzione particolare al packaging , alla movimentazione e alla logistica, cui si possono applicare le medesime logiche procedurali e progettuali.
Ha chiuso i lavori della giornata il Presidente di CO.RI.PET Giancarlo Longhi. Il suo intervento ha preso in esame taluni scenari di sviluppi futuri delle materie plastiche a livello europeo e nazionale, per poi calare tali riflessioni sull’industria del riciclo degli imballaggi in generale e del pet in particolare. Sia la situazione attuale che gli sviluppi futuri previsti dal piano Corepla, evidenziano una sostanziale stagnazione del riciclo del pet  intorno al 40% dell’immesso al consumo, in netto contrasto con le esigenze dei riciclatori e degli utilizzatori di pet riciclato come le aziende delle acque minerali. Queste infatti, grazie anche ad alcune recenti disposizioni normative, sono in grado di accrescere considerevolmente l’impego di rpet, ma non possono rifornirsi sul mercato italiano per carenza di materiale. Da qui la proposta di CO.RI.PET di adottare una nuova modalità di raccolta selettiva delle bottiglie presso le unità di vendita della grande distribuzione (supermercati ed ipermercati). Solo attraverso tale diversa organizzazione della raccolta, che si affianca a quella tradizionale, sarà possibile creare e soddisfare questo nuovo mercato, il cui sviluppo, unitamente alla crescita del riciclo per le altre plastiche,  comporterà anche  la creazione di parecchie migliaia di nuovi posti di lavoro. Ciò consentirà al nostro paese di avvicinare i propri target di riciclo a quelli dei paesi europei di maggiore sensibilità ambientale.

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