In Gazzetta Ufficiale i decreti sull’immersione di materiali da scavo e dragaggi nei SIN

Sono stati pubblicati nella Gazzetta Ufficiale del n.208 del 6-9-2016 ed entreranno in vigore a partire dal 21 settembre 2016 i due decreti che disciplinano le immersioni in mare dei materiali di escavo dei fondali marini e le operazioni di dragaggio nei Siti di interesse nazionale oggetto di bonifica.
Nel dettaglio i regolamenti sono:

  • DECRETO 15 luglio 2016, n. 172 Regolamento recante la disciplina delle modalità e delle norme tecniche per le operazioni di dragaggio nei siti di interesse nazionale, ai sensi dell’articolo 5-bis, comma 6, della legge 28 gennaio 1994, n. 84. Link;
  • Decreto del 15 luglio 2016, n. 173 Regolamento recante modalità e criteri tecnici per l’autorizzazione all’immersione in mare dei materiali di escavo di fondali marini Link;

Entrambi i decreti hanno come obbiettivo la semplificazione delle procedure garantendo regole certe e uniformi nel pieno rispetto degli standard ambientali marino-costieri ma al contempo accelerando le opere necessarie.
Il Decreto del 15 luglio 2016, n. 173 Immersioni in mare dei materiali di escavo, di fondali marini o salmastri o di terreni litoranei emersi intende realizzare una sostanziale omogeneizzazione delle procedure per il rilascio delle autorizzazioni da parte delle Regioni competenti, rendendole coerenti a livello nazionale attraverso indicazioni tecniche e linee guida uniformi. Rientrano in questo ambito attività quali il miglioramento o il ripristino delle attività portuali, la riapertura di foci fluviali parzialmente o totalmente ostruite, la realizzazione di infrastrutture in ambito portuale o costiero e il prelievo di sabbie al fine di un loro utilizzo per interventi di ripascimento costiero. Tra le tante misure, dispone:

  • la caratterizzazione e classificazione dei materiali;
  • le modalità per il rilascio della autorizzazione alla immersione deliberata in mare;
  • le modalità per il rilascio dell’autorizzazione agli interventi diversi dall’immersione deliberata in mare;
  • la presentazione della Scheda di inquadramento dell’area di escavo;
  • la modifica, la sospensione o la revoca della autorizzazione;
  • le verifiche, la vigilanza e il monitoraggio.

Nell’Allegato tecnico sono previsti tre capitoli, rispettivamente dedicati a:

  • scheda di inquadramento dell’area di escavo;
  • caratterizzazione e classificazione dei materiali dell’area di escavo di fondali marini;
  • indicazioni tecniche per la gestione dei materiali.

Il decreto 15 luglio 2016, n. 172 tratta le modalità tecniche per il dragaggio delle aree portuali e marino-costiere ricadenti all’interno dei siti: la novità di maggior rilievo è la possibilità di un eventuale reimpiego dei materiali dragati sia nel bacino idrico di provenienza, ma anche al di fuori dell’area Sin. Qualora questi dispongano dei parametri necessari, sono previste tra le modalità di reimpiego quelle per il rifacimento degli arenili, per formare terreni costieri o migliorare lo stato dei fondali attraverso attività di capping, per essere impiegati a terra o in aree con falda naturalmente stalinizzata, per essere refluiti in strutture di contenimento .
In particolare il decreto stabilisce:

  • i requisiti che deve possedere il progetto di dragaggio;
  • le modalità di reimpiego dei materiali dragati;
  • la gestione ambientale del processo di movimentazione dei sedimenti (trasporto, collocazione del materiale);
  • le misure di mitigazione;
  • il monitoraggio.

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