Pratiche informali di riuso: perché rimangono in una “zona grigia”?

Breve intervista di Giuseppe Iasparra a Antonio Castagna esperto di economia circolare. Partendo dal caso della dipendente di un’azienda rifiuti licenziata per aver portato a casa un monopattino recuperato dai rifiuti che trattava si affronta il tema delle pratiche illecite di recupero dei beni dai cassonetti dell’immondizia. Castagna spiega che queste attività esistono perché non c’è un pensiero e non esistono pratiche formalizzate per il riutilizzo. “Oggi il riutilizzo non viene favorito e di fatto, indirettamente, vengono favorite pratiche di appropriazione informali che hanno dei risvolti sia positivi, sia negativi”.
Castagna fa il punto anche sui pro e contro di questa pratica. Tra i pro c’è la re immissione in circolo dei beni. Tra i contro la pratica viene fatta da operatori che non rispettano regole né di sicurezza né fiscali o sono addetti del soggetto di raccolta che approfittano di una posizione di vantaggio essendo direttamente a contatto con questi beni. Un altro aspetto fortemente negativo, sono i fenomeni di inquinamento che si possono riscontrare come l’abbandono o la combustione incontrollata dei rifiuti.
Articolo completo al seguente link   – Fonte: EcoDalleCittà

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