Smaltire l’amianto grazie a credito imposta. Proposta di legge per imprese e privati.

È stata presentata nei mesi scorsi dal presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, Ezio Bonanni una proposta di legge che  utilizza la leva fiscale per incentivare gli interventi di bonifica dei siti in amianto e risolvere una volta per tutte il problema dello smaltimento dell’amianto.  L’utilizzo della ‘leva fiscale  mediante il riconoscimento ai soggetti che producono reddito d’impresa, di un apposito credito d’imposta e di detrazioni ad hoc per i privati, intende stimolare gli interventi di bonifica e smaltimento del materiale cancerogeno.
Secondo la proposta  la bonifica dovrà interessare sia i luoghi di produzione, ma anche gli immobili detenuti a titolo privato. Una situazione ‘seria’ considerato che l’Italia è stato uno dei maggiori produttori ed utilizzatori di materiali di amianto (per un totale di 3.748.550 tonnellate nel periodo dal 1945 fino al 1992), il secondo in Europa, dopo l’Unione Sovietica e che l’Oms stima la sola esposizione professionale a polveri e fibre di amianto provochi 107.000 decessi l’anno solo per mesotelioma, cancro polmonare e asbestosi.
Per le imprese il credito di imposta “risulta idoneo alla finalità di fruire del beneficio nel più breve tempo possibile in quanto può essere utilizzato anche dalle imprese in perdita o che non devono dichiarare, nei periodi di imposta in cui hanno sostenuto le spese agevolate, un reddito imponibile. L’utilizzo può essere effettuato esclusivamente in compensazione con i debiti fiscali/contributivi dell’impresa. Il beneficio si applica alle spese relative agli interventi effettuati con decorrenza dal 1° gennaio 2018 le cui spese sono state sostenute a partire dalla medesima data e può essere utilizzato in compensazione, in considerazione delle specifiche finalità, anche oltre il limite annuale di 250.000 euro. La proposta di legge intende incentivare la bonifica anche per gli immobili non impiegati nell’attività produttive di impresa. Si tratta, ad esempio delle abitazioni, cantine, tettorie, uffici, etc detenuti a titolo privato. Si prevede il rafforzamento della detrazione con l’innalzamento della percentuale dal 50 al 75%. Inoltre il contribuente potrà scegliere come utilizzare con maggiore efficacia il beneficio suddividendo la spesa detraibile in un numero variabile di rate da 5 a 10.
Secondo la proposta  la bonifica dovrà interessare sia i luoghi di produzione, ma anche gli immobili detenuti a titolo privato. Una situazione ‘seria’ considerato che l’Italia è stato uno dei maggiori produttori ed utilizzatori di materiali di amianto (per un totale di 3.748.550 tonnellate nel periodo dal 1945 fino al 1992), il secondo in Europa, dopo l’Unione Sovietica e che l’Oms stima la sola esposizione professionale a polveri e fibre di amianto provochi 107.000 decessi l’anno solo per mesotelioma, cancro polmonare e asbestosi.
Per le imprese il credito di imposta “risulta idoneo alla finalità di fruire del beneficio nel più breve tempo possibile in quanto può essere utilizzato anche dalle imprese in perdita o che non devono dichiarare, nei periodi di imposta in cui hanno sostenuto le spese agevolate, un reddito imponibile. L’utilizzo può essere effettuato esclusivamente in compensazione con i debiti fiscali/contributivi dell’impresa. Il beneficio si applica alle spese relative agli interventi effettuati con decorrenza dal 1° gennaio 2018 le cui spese sono state sostenute a partire dalla medesima data e può essere utilizzato in compensazione, in considerazione delle specifiche finalità, anche oltre il limite annuale di 250.000 euro. La proposta di legge intende incentivare la bonifica anche per gli immobili non impiegati nell’attività produttive di impresa. Si tratta, ad esempio delle abitazioni, cantine, tettorie, uffici, etc detenuti a titolo privato. Si prevede il rafforzamento della detrazione con l’innalzamento della percentuale dal 50 al 75%. Inoltre il contribuente potrà scegliere come utilizzare con maggiore efficacia il beneficio suddividendo la spesa detraibile in un numero variabile di rate da 5 a 10.

Fonte: Repubblica  link

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