Ti RiGiro: come da un nido nasce una rete per rigenerare vecchi capi e tessuti. CRONACHE DAL PROGETTO “PIÙ CON MENO” A CURA DI ANTONIO CASTAGNA. QUARTA PUNTATA

Ti RiGiro: come da un nido nasce una rete per rigenerare vecchi capi e tessuti.

A.M.I.C.A. (Attività Motorie Itinerari Corporei Animazione) è una cooperativa sociale (http://www.amicacoop.net/) che ha inventato una tipologia di nidi che veicola con il marchio “N.E.MO” (Nido Eco Motorio).

Attualmente i nidi N.E.MO sono sei, tutti in Trentino. Un altro aprirà nel 2017 e la cooperativa conta di diffondere il marchio e la sua metodologia anche altrove. Il nido funziona seguendo due linee guida, l’ambiente e il movimento. Ad esempio i bambini si muovono in uno spazio privo di ingombri e sono invitati a giocare con oggetti di recupero: stoffe, cartoni, inventandosi, insieme alle maestre, i giochi e le situazioni.

Il nuovo asilo che aprirà nel 2017 a Roncegno, sempre in Valsugana, sarà un prefabbricato in legno, di classe A, che verrà messo a disposizione del paese. Per quale motivo, si sono chiesti, gli spazi dell’asilo non possono essere utilizzati da altri, ragazzi e adulti, quando le attività sono concluse? Il nuovo asilo lo hanno progettato insieme a un architetto, Nicola Menini (www.soste.eu) che lavora secondo le linee guida dell’architettura organica.

Questa idea di mescolare le attività, di coinvolgere diversi soggetti, è alla base anche del progetto che ha vinto il bando “Più con Meno”. Il progetto si chiama TiRigiro. L’idea è che il kit che normalmente viene acquistato dai genitori e affidato ai bambini quando si iscrivono al nido: bavaglini, asciugamani, grembiulini, vestiti, ecc. sia realizzato da una cooperativa sociale http://www.cs4.it/ che si occupa, tra le altre cose, di disagio psichico, partendo dal progetto di una giovane stilista, Giada Gaia Cicala, http://www.ecologina.it che ha trovato il modo di semplificare il processo di realizzazione, problema sempre difficile da affrontare per chi recupera materiali. In pratica ha utilizzato vecchie camicie dei genitori per realizzare i grembiulini, tovaglie e lenzuola per tutto il resto. I materiali sono stati in parte recuperati dai genitori stessi, in parte da una casa di riposo che stava dismettendo lenzuola e asciugamani.

L’ipotesi che hanno fatto è di partire da una piccola produzione destinata ai nidi N.E.MO e poi di cercare dei canali di commercializzazione più ampi attivando una vera e propria filiera che va dal recupero delle stoffe fino alla commercializzazione.

Nel frattempo, sta per uscire una collana sul loro modello pedagogico, presso un editore trentino, www.publistampa.com. Il primo volume è dedicato a presentare e raccontare giochi da realizzare utilizzando materiale di recupero che è possibile trovare in qualsiasi casa, si intitolerà “Più con Meno”, l’autrice è Beatrice Andalò, che è anche la Presidente della cooperativa A.M.I.C.A.

Antonio Castagna

(castagna.antonio@tin.it)

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