Tutta la plastica che beviamo

Repubblica propone uno studio che rileva la presenza di fibre di plastica nelle acque correnti di tutto il mondo. La Orb Media, un sito di informazione non profit di Washington, in collaborazione con i ricercatori dell’Università statale di New York e dell’Università del Minnesota, a testato 159 campioni di acqua potabile di città grandi e piccole nei cinque continenti. L’ottantatré per cento di questi campioni, compresa l’acqua che esce dai rubinetti del Congresso degli Stati Uniti e della sede dell’Agenzia per la protezione dell’ambiente, a Washington, e quella del ristorante Trump Grill nella Trump Tower, a New York, conteneva microscopiche fibre di plastica. E se ci sono nell’acqua di rubinetto probabilmente ci sono anche nei cibi preparati con l’acqua, come pane, pasta, zuppe e latte artificiale, dicono i ricercatori. Gli scienziati non sanno in che modo le fibre di plastica arrivino nell’acqua di rubinetto, o quali possano essere le implicazioni per la salute. Qualcuno sospetta che possano venire dai vestiti sintetici, come gli indumenti sportivi, o dai tessuti usati per tappeti e tappezzeria. Il timore è che queste fibre possano veicolare sostanze chimiche tossiche, come una sorta di navetta che trasporta sostanze pericolose dall’acqua dolce al corpo umano. Questa è la prima indagine a livello globale sull’inquinamento da plastica nell’acqua di rubinetto, e i risultati rappresentano un primo sguardo sulle conseguenze dell’uso e dello smaltimento della plastica, più che una valutazione complessiva della contaminazione da plastica nel mondo. La ricerca è ancora agli inizi, di fatto non esistono ancora  metodologie ufficiali per misurare la plastica nell’acqua. Secondo gli esperti, è inoltre troppo presto anche per capire se la plastica abbia un’importanza comparabile a quella di sostanze contaminanti più note dell’acqua di rubinetto, di origine sia chimica che biologica. Diverse anche le ipotesi sulla provenienza  della contaminazione delle microfibre: aria, reti tecnologiche, suolo?

La ricerca è una prima base che attira l’attenzione sul tema e  da avvio ad un nuovo canale di ricerca.

Fonte: Repubblica.it  – Articolo completo al seguente link

 

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