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Idrogeno dai rifiuti attraverso la digestione anaerobica

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alternativa

Attraverso uno specifico sistema di fermentazione possono essere estratti da un chilogrammo di organico fino a 75 litri di “carburante” verde per celle a combustibile e per energia rinnovabile. Questo il frutto di un importante progetto di ricerca messo a punto nei laboratori del dipartimento di Geoingegneria e tecnologie ambientali dell’Università di Cagliari. Produrre idrogeno con fermentatori biologici è un percorso di ricerca attivato negli Stati Uniti e in Germania. Anche l’International waste working group (l’organismo che mette in sinergia ricercatori nel campo della gestione dei rifiuti da tutto il mondo) ha dato vita ad un gruppo di lavoro per i metodi biologici di produzione dell’idrogeno.

Punto di forza della ricerca è la forte resa su un’ampia gamma di rifiuti con un bassissimo dispendio energetico, grazie all’utilizzo dei batteri Clostridia. Niente additivi chimici per controllare il processo né pre-trattamenti termici della biomassa batterica. I residui organici, immessi nel fermentatore senza ossigeno per 2-4 giorni (alla temperatura di 39°C.) vengono digeriti dai batteri, producendo idrogeno miscelato a CO2. Il materiale in uscita alimenta un secondo reattore anaerobico dove si produce metano, anch’esso miscelato ad anidride carbonica. Una volta separato dall’anidride carbonica, l’idrogeno può essere utilizzato in apposite celle a combustibile (Pemfc con membrana a scambio di elettroni), mentre metano e anidride carbonica possono essere utilizzati in celle a combustibile di tipo Mcfc con carbonato.

“Sardegna Ricerche si sta attivando per il deposito del brevetto – ha spiegato Aldo Muntoni – e si sta valutando la possibilità di realizzare un impianto pilota alle porte di Cagliari. Richieste di realizzazione di impianti pilota sono giunte anche da altri soggetti pubblici e privati, sia in ambito nazionale che internazionale”.

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