Home » acqua, contributi, energia, rifiuti, sviluppo sostenibile

Vademecum dei dati ambientali in Italia & G8 Ambiente

Submitted by No Comment

sir

Segnaliamo un’interessante sintesi dei dati ambientali predisposta da ISPRA in occasione del G8 Ambiente a Siracusa. In 60 pagine sono riassunti gli elementi informativi relativi alle questioni ambientali prioritarie, oggetto di specifici interventi di prevenzione e risanamento.

Il documento contiene in apertura un’analisi del contesto socio – economico in cui è evidenziata l’analisi della struttura produttiva dell’Italia: nelle regioni centrali è presente una maggiore propensione per le imprese di servizi, nelle regioni meridionali prevalgono le micro-imprese, nelle regioni del Nord Est sono più diffuse le imprese di medie dimensioni a carattere industriale e nel Nord Ovest prevale la grande industria.

Tra i temi trattati ricopre uno spazio particolare quello relativo al cambiamento climatico evidenziando che sul fronte delle valutazioni scientifiche, l’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change) ha ribadito che “il riscaldamento del sistema climatico è inequivocabile”e, con un “livello di confidenza molto alto”, ha indicato le attività umane quali cause di riscaldamento. A livello globale, le analisi confermano che l’aumento complessivo della temperatura media globale (sistema terra-oceano) al 2006 è stato di 0,76 °C rispetto al livello pre-industriale; in particolare il tasso di riscaldamento degli ultimi 50 anni, pari a 0,13 °C per decennio, è circa doppio rispetto a quello degli ultimi 100 anni.

Per quanto riguarda l’Italia, le stime più recenti ottenute dall’ISPRA indicano che, dopo una diminuzione della temperatura media dal 1961 al 1981, si è registrato un incremento fino al 2007, per un aumento complessivo di circa 0,94 °C in 46 anni. Osservazioni effettuate, all’interno del quarto rapporto dell’IPCC, sulla terraferma e sugli oceani mostrano che molti sistemi naturali stanno risentendo dei cambiamenti climatici a scala regionale, in particolare dell’aumento della temperatura. In Europa, in base all’ultimo rapporto dell’Agenzia Europea dell’Ambiente sugli impatti dei cambiamenti climatici, risulta che molti sistemi naturali, così come numerosi settori socio-economici, hanno già subìto le conseguenze dei cambiamenti climatici, in termini di perdita della biodiversità, ridotta quantità e qualità delle risorse idriche, rischi per la salute umana, danni ad agricoltura e foreste, al turismo, ai settori dell’energia e dei trasporti. L’Italia è uno dei Paesi europei maggiormente vulnerabili agli impatti dei cambiamenti climatici.

Per quanto riguarda il principale gas serra, la concentrazione atmosferica media globale di anidride carbonica è cresciuta da 280 ppm nel periodo 1000-1750 a 383 ppm nel 2007, in corrispondenza di una crescita delle emissioni di anidride carbonica da circa zero a 31,2 miliardi di tonnellate, tenendo conto esclusivamente delle emissioni provenienti dall’utilizzo dei combustibili fossili nei processi di combustione e nella produzione del cemento. Anche per altri gas serra, come il metano, il protossido di azoto e i fluorocarburi, si registrano andamenti analoghi, se non ancora più accentuati. L’Italia non si sottrae a questo trend di crescita delle emissioni di gas serra: i dati più recenti dell’inventario nazionale delle emissioni di gas serra mostrano infatti che le emissioni sono passate da516,85 a 567,92 milioni di tonnellate di CO2 eq. Nel periodo 1990-2006, con un incremento quindi del 9,9%, mentre secondo il Protocollo di Kyoto l’Italia dovrebbe riportare le proprie emissioni nel periodo 2008-2012 a livelli del 6,5% inferiori rispetto alle emissioni del 1990, ossia a 483,26 Mt CO2 eq.

L’Italia non sarà prevedibilmente in condizione di raggiungere l’obiettivo di Kyoto con sole misure domestiche, e dovrà fare ricorso ai crediti generati dalle attività forestali e dagli interventi di cooperazione internazionale (Clean Development Mechanism, Joint Implementation) definiti dal Protocollo di Kyoto. Nel 2006 le emissioni di gas serra sono risultate di poco meno di 85 Mt superiori a quelle dell’obiettivo di Kyoto (+17,4%). Per la prima volta, nel 2006 le emissioni complessive di gas serra sono risultate inferiori a quelle dell’anno precedente, segnalando così una possibile inversione di una tendenza che durava dal 1996.

Download QUI

Maggiori info QUI

Leave a comment!

Add your comment below, or trackback from your own site. You can also Comments Feed via RSS.

Be nice. Keep it clean. Stay on topic. No spam.

You can use these tags:
<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

This is a Gravatar-enabled weblog. To get your own globally-recognized-avatar, please register at Gravatar.