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La gestione dei rifiuti in Europa: esperienze a confronto

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Da una parte la situazione italiana con un “quasi blocco” oramai di un decennio nel realizzare impianti a tecnologia complessa (il caso della Toscana è significativo da questo punto di vista con la termovalorizzazione ferma al 10% da 10 anni), dall’altra esperienze europea di realtà virtuose. Questo il tema di un interessante convegno svoltosi a Firenze a cura di Cispel Confservizi Toscana.

Interessanti gli interventi sulle realtà straniere, tra cui:

• Nickolas Themelis direttore del WTERT Columbia University con una relazione dal titolo “Materials and Energy Recovery in the US, New York and California”

• Julie Svendsen con una relazione dal titolo “Il caso di Copenaghen nella gestione dei rifiuti”

• Mark Lindert con una relazione dal titolo “Il caso di Dusserdolf nella gestione dei rifiuti”

• Gunther Langer con una relazione dal titolo “Il caso di Monaco nella gestione dei rifiuti”

Evidenzia il Presidente di Cispel – De Girolamo che “Per quanto riguarda la raccolta differenziata, lo studio ci dice che nessun Paese fissa degli obiettivi minimi, come invece avviene da noi. Solo 4 realtà su 8 raccolgono separatamente il 30% di rifiuti. Questo non vuol dire che non si debba differenziare ma all’estero l’attenzione dei soggetti pubblici e delle aziende è concentrata sul tasso di recupero generale, di materia e di energia, di cui la raccolta differenziata è una parte. Anche le stesse strategie di recupero di materiale non si basano solo sulla raccolta differenziata, ma sull’insieme di interventi pre e post impianto, come prevede anche la nuova direttiva europea sui rifiuti, che definisce un sistema di obiettivi più flessibile, valutando l’insieme dei materiali riciclati e non solo la raccolta differenziata. In Italia vi è un accanimento ideologico che ci impone di raggiungere il 65% di raccolta differenziata, che appare un po’ forzato, anche considerando la difficoltà oggettiva e gli alti costi di sistema necessari per raggiungere quell’obiettivo. Sarebbe meglio, infatti, legare gli obiettivi anche alle oscillazioni dei mercati di sbocco, che negli ultimi mesi soffrono una grave crisi, rafforzando le politiche pubbliche di incentivo all’utilizzo dei materiali recuperati.”

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