Home » acqua, contributi, eventi, sviluppo sostenibile

Blue Book 2009: i dati sul servizio idrico integrato in Italia

Inserito da No Comment

ab_acqua_blue

Quest’anno è piovuto molto, ma paradossalmente l’acqua scarseggia sempre. In tutto il mondo e in Italia, paese dove poi la si spreca di più, proprio perché costa meno: 1,29 euro per metro cubo (non copre neppure i costi di gestione, sempre in crescita). Si spreca anche perché la si ritiene una risorsa infinita, ma così non è. Secondo il Rapporto Blue Book 2009, presentato a Bari, una famiglia italiana di tre persone spende mediamente 16,69 euro al mese. Molto meno di quanto spende per cellulare e fisso (58,3 euro al mese secondo l’Istat) o le sigarette (64 euro). Per non parlare poi di trasporti, energia, combustibili e tempo libero: 486,8 euro.

Così se una famiglia di 3 componenti a Roma paga 177 euro in un anno per 200 metri cubi d’acqua, a Berlino lo stesso nucleo viaggia su 968 euro, di cui 428 per il solo servizio d’acquedotto (contro i 63 a Roma). Solo Miami (169 €/anno), Hong Kong (102) e Buenos Aires (37) sono al di sotto di questa soglia. E per restare in Italia, nel 2008 gli esborsi più elevati si sono registrati ad Agrigento (440 €/anno), Arezzo (410), Pesaro e Urbino (409). Ma chi paga più di 400 €/anno è solo il 4,6 della popolazione. Milano è sui 103, euro Treviso 108 e Isernia 109.

E proprio per le tariffe più basse al mondo, l’Italia rischia di pagare le conseguenze più elevate: molti progetti sono già esistenti e cantierabili ma l’instabilità normativa che riguarda il settore dei servizi pubblici locali rende difficile l’avvio delle opere. Per completare gli investimenti nei prossimi 30 anni dovranno essere investiti non meno di 2,02 miliardi all’anno. Chi sosterrà questi costi? Il pubblico o il privato?

«Altro che grandi opere. Investire sulla rete idrica». Il responsabile scientifico di Legambiente, Stefano Ciafani, commenta i dati del Blue Book 2009. E chiede di «abbandonare i progetti faraonici come le grandi autostrade o il ponte sullo Stretto di Messina, e sostituirli con progetti meno visibili, perché sono sottoterra e riguardano i depuratori, le fognature, le perdite». “Forse varrebbe la pena, soprattutto in un momento di crisi come questo, abbandonare i progetti faraonici come le grandi autostrade o il ponte sullo Stretto di Messina, che non servono al Paese, e sostituirli con progetti meno visibili, perché sono sottoterra e riguardano i depuratori, le fognature, le perdite”. Lo ha detto Stefano Ciafani, responsabile scientifico nazionale di Legambiente , che a Bari ha partecipato all’incontro per la presentazione di Blue Book, la pubblicazione – realizzata da Utilitatis e Anea – che fotogra la situazione del sistema idrico integrato in Italia.

Info QUI

 (foto da Soulpix)

Lascia un commento!

Aggiungi il tuo commento qui sotto, o trackback dal tuo sito. È anche possibile Comments Feed via RSS.

Sii gentile. Keep it clean. Rimani in argomento. No spam.

È possibile utilizzare questi tag:
<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Questo è un Gravatar-enabled weblog. Per ottenere il tuo globalmente riconosciute-avatar, registri prego a Gravatar.