Home » energia, innovazione, municipalità, sviluppo sostenibile

Fotovoltaico ed energie rinnovabili – Settore anticiclico. In vista 200 milioni di euro incentivi pubblici

 

fonti

…fotovoltaico in italia tra i più promettenti al mondo….
….meglio i pannelli solari dei BoT…..
…..il boom delle rinnovabili sfida la recessione…….
….sprint degli impianti con il conto energia….

Questi alcuni dei recenti titoli su giornali e riviste online. Il Conto energia è quello che ha brillato di più nel 2008, portando a compimento il lavoro preparatorio degli scorsi anni. Ne ha beneficiato anche l’industria, come dimostra l’incremento del 500% del fatturato del settore fotovoltaico. A differenza del bonus fiscale del 55%, si tratta di un sistema basato sull’incentivazione del l’energia prodotta e non dell’investimento necessario per ottenerla. Un privato cittadino o una persona giuridica, in pratica, installano a proprie spese un impianto, ma non pagano la bolletta elettrica e l’energia prodotta in più rispetto ai propri consumi viene accumulata o trasferita in rete. Il Gse retribuisce l’energia trasferita a una tariffa pari a circa tre volte quella addebitata in bolletta.
Rispetto al 2007 il numero di megawatt installati è triplicato, passando da 79 a 260. Il numero di impianti è balzato da 7.670 a 22mila mentre il valore degli incentivi è passato da 19 a 80 milioni circa. Per il 2009 le attese del Gse (Gestore dei servizi elettrici) sono di 44mila impianti (di cui 6.350 dal primo e 33.650 dal nuovo conto energia), 550 MW installati (di cui 215 dal primo e 335 dal nuovo conto) e 200 milioni di incentivi .
Gli impianti fotovoltaici effettivamente entrati in esercizio nell’ambito di questo sistema sono molti di più. Le cifre sopra esposte, infatti, si riferiscono unicamente agli impianti che operano oggi in regime di convenzione con godimento per un periodo di 20 anni di tariffe incentivate.

Il Ministero dello Sviluppo Economico (di concerto con il Ministero dell’Ambiente e la Tutela del Territorio e del Mare) hanno emanato il decreto ministeriale del 18 dicembre 2008 recante: “Incentivazione della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili – Articolo 2, comma 150, legge 24 dicembre 2007, n. 244 (Finanziaria 2008)”.
Il decreto era atteso dagli operatori di settore. Ma vediamo in maniera molto sintetica quali sono i principali effetti e le novità di rilievo contenute nel Decreto.

Possiamo innanzitutto rilevare come il decreto in questione possa essere visto come una sorta di mini-testo unico per le incentivazione delle fonti rinnovabili. In effetti dal decreto Bersani del 1999 (D.Lgs. 79/99) ad oggi, sono stati emananti un discreto numero di decreti legislativi, ministeriali, nonché leggi finanziarie che hanno, di volta in volta, variato (anche retroattivamente) gli scenari giuridici ed economici su cui poggiano gli strumenti incentivanti (ad esempio i certificati verdi, con le tariffe, le durate e le modalità di ottenimento degli stessi).
Ma, andando per ordine, ricordiamo che nell’art. 2 comma 15 della finanziaria 2008 si stabiliva che (mediante decreti del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare) doveva essere dato attuazione a quanto disposto dai commi da 143 a 149 della medesima finanziaria oltre che a:
– stabilire le modalità per l’estensione dello scambio sul posto a tutti gli impianti alimentati con fonti rinnovabili di potenza nominale media annua non superiore a 200 kW, fatti salvi i diritti di officina elettrica;
– stabilire i criteri per la destinazione delle biomasse combustibili, di cui all’allegato X alla parte quinta, parte II, sezione 4, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (ovvero il Testo Unico delle Leggi Ambientali, a scopi alimentari, industriali ed energetici;
– stabilire le modalità con le quali gli operatori della filiera di produzione e distribuzione di biomasse sono tenuti a garantire la provenienza, la tracciabilità e la rintracciabilità della filiera, anche ai fini dell’applicazione dei coefficienti e delle tariffe di cui alle tabelle 2 e 3;

Ed in effetti, in estrema sintesi, il decreto prevede che:
– ad esclusione del fotovoltaico, che beneficia del nuovo conto energia (DM 19 febbraio 2007) gli impianti a fonti energetiche rinnovabili programmabili e non (ovvero quelli di cui alle lettere b) e c) dell’art. 2 del D.Lgs. 387/03) vengono incentivati mediante il meccanismo dei certificati verdi (definito e specificato in dettaglio al titolo II del decreto in oggetto), mentre, per quelli con potenza non superiore a 1 MW (0,2 MW per l’eolico) viene demandata al produttore la scelta di optare per una tariffa incentivante omnicomprensiva (tra energia elettrica venduta e certificato verde) corrisposta per ogni kWh immesso in rete.
– Sul meccanismo dei certificati verdi (CV) riportiamo solo il fatto che entro il 30 aprile di ciascun anno, il Gestore Servizi Elettrici (GSE), qualora la differenza tra i certificati relativi ai diritti dallo stesso acquisiti a qualsiasi titolo e i CV nel triennio precedente sia negativa, acquista, sul mercato organizzato ai sensi dell’articolo 12, ed annulla CV fino a copertura di detta differenza. Fino ad avvenuta compensazione, il GSE non può vendere né emettere certificati i CV.
– per l’accesso agli incentivi che non possono essere cumulati ad esclusione di alcuni settori (come gli impianti da biomasse di filiera), che sia il Gestore Servizi Elettrici (GSE) a qualificare gli impianti e a determinare l’energia elettrica incentivata, definendo il numero di certificati verdi e la tariffa onnicomprensiva cui si ha diritto. La domanda va presentata al GSE non oltre i tre anni dalla data di entrata in esercizio dell’impianto. Sarà poi l’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas a stabilire (AEEG), entro 60 giorni dall’entrata in vigore del provvedimento, modalità, tempi e condizioni per l’erogazione delle tariffe fisse onnicomprensive, modalità per lo scambio sul posto, nonché per la verifica del rispetto delle disposizioni del decreto;
Il periodo di diritto ai certificati verdi è di:
– 15 anni per l’energia elettrica incentivata prodotta da fonti rinnovabili in impianti ibridi entrati in esercizio dopo il 31 dicembre 2007;
– di 12 anni per quelli entrati in esercizio fino al 31 dicembre 2007;
– di 8 anni per gli impianti di cogenerazione abbinata al teleriscaldamento e impianti, anche ibridi, alimentati da rifiuti non biodegradabili.
– In alcuni casi è prevista la proroga di altri 4 anni, mentre occorre sottolineare un fatto molto importante, ovvero che “anche gli impianti alimentati da rifiuti non biodegradabili (anche ibridi), entrati in esercizio entro il 31 dicembre 2006 e che hanno acquisito i diritti all’ottenimento dei certificati verdi a seguito dell’applicazione della normativa vigente fino alla stessa data, possono ottenere i certificati verdi”. Questa particolare norma deve essere letta, anche alla luce del fatto che: “fino ad emanazione di apposito decreto ministeriale (MSE di concerto con MATTM) la quota di produzione di energia elettrica imputabile a fonti rinnovabili riconosciuta ai fini dell’accesso ai meccanismi incentivanti è pari al 51% della produzione complessiva per tutta la durata degli incentivi nei seguenti casi
o impiego di rifiuti urbani a valle della raccolta differenziata;
o impiego di combustibile da rifiuti ai sensi dell’articolo 183 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, prodotto esclusivamente da rifiuti urbani.
– Al meccanismo di scambio sul posto, cioè la possibilità di vendere l’energia prodotta in eccesso immettendola in rete, possono accedere gli impianti alimentati da fonti rinnovabili di potenza nominale media non superiore a 200 kW, mediante meccanismi che saranno oggetto di successivi provvedimenti.
– a tal proposito si informa che l’AEEG, mediante la Delibera ARG/elt 01/09, ha già normato la materia, rendendo di fatto attivo dal 9 gennaio 2009 il meccanismo di scambio sul posto a 200 kW; meccanismo che va attivato direttamente al GSE;
– la definizione delle caratteristiche e dei meccanismi per la produzione di energia da biomasse da filiera, nonché le procedure da applicare agli impianti per il riconoscimento della qualifica di impianti a fonti rinnovabili e le modalità per il rilascio della garanzia di origine.

Un commento »

Lascia un commento!

Aggiungi il tuo commento qui sotto, o trackback dal tuo sito. È anche possibile Comments Feed via RSS.

Sii gentile. Keep it clean. Rimani in argomento. No spam.

È possibile utilizzare questi tag:
<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Questo è un Gravatar-enabled weblog. Per ottenere il tuo globalmente riconosciute-avatar, registri prego a Gravatar.