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Chiude in crescendo Ravenna2011! Nuovi record di partecipazione e presenza internazionale

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Temi di grandissima attualità, relatori di fama mondiale, aumento degli eventi resi disponibili su Web via video-streaming, successo delle 60 iniziative in programma, notevole incremento delle presenze, coinvolgimento dell’intera Città con consistente ritorno economico e d’immagine, collaborazione e supporto da parte delle organizzazioni e delle istituzioni locali

‘Ravenna2011’, la tre giorni di iniziative e di eventi che ha coinvolto l’intera Città di Ravenna sui temi dell’ambiente, della sostenibilità, delle politiche di utilizzo e riciclaggio delle risorse, della comunicazione ambientale, ha chiuso i battenti ieri con un bilancio fortemente positivo sotto ogni profilo, segnando un successo che va al di là delle più rosee aspettative.

Il ricchissimo programma (4 Conferenze, 18 Workshop, 14 labMeeting, 12 Eventi Culturali) unitamente alla tradizionale capacità di accoglienza di Ravenna (gioiello storico-architettonico ma anche seducente attrattiva gastronomica) e alle condizioni climatiche ancora quasi estive, hanno favorito la presenza di operatori e di esperti registrando – nonostante le restrizioni della crisi economica – un incremento di oltre il 20 per cento rispetto al pur considerevole risultato del 2010.

Le manifestazioni di piazza e gli eventi culturali hanno coinvolto l’intera cittadinanza. La trasmissione in diretta web (modalità video-streaming) delle principali conferenze, ha consentito di raggiungere anche molti operatori impossibilitati a venire a Ravenna, registrando picchi di 2.000 accessi come nel caso della conferenza di Philippe Daverio.

Ravenna2011 è una manifestazione progettata e coordinata da Labelab, laboratorio di professionisti delle tematiche ambientali che opera in tutta Italia dal 2001. Giunta alla quarta edizione, essa deve il suo successo sia alla grande attualità dei temi trattati, sia alla particolare formula organizzativa, unica nel suo genere, basata sia sull’ampio coinvolgimento degli operatori pubblici e privati e degli enti locali, sia sulla distribuzione degli eventi in tutto il centro di Ravenna.

Ormai più che consolidata, la manifestazione Ravenna2011 si conclude all’insegna della grande partecipazione”, dice Guido Guerrieri, Assessore all’Ambiente del Comune di Ravenna. “I temi energia, acqua e rifiuti sono stati arricchiti di tutte le componenti sociali, economiche e ambientali che riguardano la nostra vita quotidiana, offrendo così alla città, ai visitatori, ai tecnici ed esperti intervenuti, un quadro informativo e formativo quanto più attuale e realistico. Una grande occasione per la città e una grande opportunità per parlare fattivamente di ambiente”.

Il successo di Ravenna2011 conferma il trend crescente registrato nei tre anni precedenti e colloca di fatto questa manifestazione tra le più importanti, complete e specializzate esistenti oggi in Italia sui temi dell’ambiente, della sostenibilità e della gestione delle risorse e dei rifiuti”, dice l’Ingegner Giovanni Montresori, Presidente di Labelab. “Grazie anche alla International Conference on Energy and Environment, animata dalle relazioni di esperti dell’Unione Europea, l’edizione 2011 ha evidenziato ancor più la vocazione internazionale della manifestazione, in sintonia e in collaborazione con istituzioni ed esperti che costituiscono importanti riferimenti a livello mondiale sulle tematiche trattate”.

Tra le ragioni del successo di Ravenna2011 c’è sicuramente la particolare struttura organizzativa di Labelab, consistente in un network che raggruppa 50 professionisti con esperienza tecnica specifica, operanti su tutto il territorio nazionale, da anni impegnati su tali tematiche a livello universitario e di operatività sul territorio”, dice l’Ingegner Mario Sunseri, Vice Presidente di Labelab. “Determinante parimenti il contributo sia di partner e sponsor di rilievo nazionale, sia delle istituzioni locali, in primis del Comune di Ravenna, che hanno accettato insieme a noi questa sfida, a testimonianza di come nella realtà le tematiche dell’ambiente siano considerate di primaria importanza”.

Green jobs: cento nuove opportunità per i giovani

Tra gli eventi di maggior interesse della giornata di chiusura di Ravenna2011, figura la Conferenza sul tema “Green jobs”, tenutasi presso l’auditorium della Camera di Commercio Industria Artigianato Agricoltura di Ravenna.

Marco Gisotti, giornalista, autore assieme alla collega Tessa Gelisio del volume “Guida ai Green Jobs” (Edizioni Ambiente 2011, pag. 400), ha affrontato un tema di straordinaria importanza come quello delle nuove possibilità occupazionali potenzialmente offerte dalla – inevitabilmente crescente – attenzione all’ambiente.

Dopo un’introduzione in cui ha ricordato i dati sconvolgenti dell’incidenza dei disastri ambientali verificatesi in Europa negli ultimi dieci anni (11 milioni di persone colpite, 150.000 vittime, 150 miliardi di costi sostenuti ..), con l’Italia sempre ai primi posti della triste graduatoria, Gisotti ha prospettato il passaggio alla “green economy” sia come una inevitabile esigenza, sia al contempo come una straordinaria opportunità di nuovo modello di sviluppo, basato su un’economia ‘sostenibile’ che trova nell’innovazione, nella qualità, nell’efficienza, nella responsabilità sociale dell’impresa, il suo fondamento e il suo sostentamento.

Cardine e motore di questo cambiamento strutturale sono le tante nuove professioni, fino a poco tempo fa neppure immaginabili. Il processo verso questo nuovo orizzonte è già ‘fisiologicamente’ in atto, come evidenzia una ricerca di Unioncamere secondo la quale il 40 per cento delle 805 professioni catalogate dall’ISTAT (pari a 317) è già in fase di ‘riconversione’ verso profili e logiche della green economy! Ad esse si aggiungono i molti lavori del tutto nuovi che l’economia verde richiede.

Il 70 per cento dei Comuni italiani è catalogato a rischio idrogeologico”, spiega Gisotti. “Per risanarlo servirebbero 44 miliardi, ma anche una quantità di nuovi profili professionali che oggi esistono solo in parte: dagli ingegneri ambientali ai geologi, fino agli operai ‘verdi’ e ai contadini in grado di lavorare con ottica diversa. Esempi simili ve ne sono molti. Basti considerare l’edilizia, settore dichiarato in crisi perché non c’è più bisogno di nuove costruzioni; ebbene, basterebbe riconvertire il settore – cosa assolutamente fattibile – e focalizzarne l’attività sul restauro dell’immenso patrimonio edilizio vecchio, energivoro e di pessima qualità esistente in Italia, con l’obiettivo di aumentarne l’efficienza energetica, la dotazione di servizi e la qualità del benessere abitativo. Si compierebbe un’opera di green economy di dimensioni e ripercussioni grandiose.”

Con l’intento di farne una vera guida utilizzabile da tutti, particolarmente dai giovani, Gisotti e la Gelisio hanno identificato nel loro libro 100 green jobs, analizzando le esigenze di 21 settori economici e fornendo indicazioni concrete per chiunque sia interessato a essi. Ma tale ricerca potrebbe essere ulteriormente ampliata, considerando altri settori fortemente ‘green’ e innovativi quali quelli del ‘salutismo’ e del benessere psico-fisico delle persone, del mondo degli animali da compagnia, ecc.

Il vero ostacolo verso i green jobs è costituito dal mondo della formazione, ancora molto indietro (tranne i rari casi di eccellenza) sia a tutti i livelli della scuola, sia nel campo del training necessario a riconvertire in ottica green figure professionali già esistenti”, dice Marco Gisotti. “Assolutamente carente è infatti a tutt’oggi la possibilità di incontro e di confronto tra domanda e offerta, tra mondo della formazione e realtà aziendali. Manca persino un’informazione minima ai giovani, da parte delle istituzioni scolastiche, sull’esistenza dei green jobs e sui percorsi formativi che consentirebbero una preparazione minima”.

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