L’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA), lo scorso 1 luglio ha presentato la “Relazione Annuale sullo Stato dei servizi e sull’Attività svolta, riferita all’anno 2025, il documento istituzionale più importante che analizza l’andamento dei mercati, dei prezzi, dei consumi e degli investimenti legati ai cinque macro-settori regolati (elettricità, gas, acqua, rifiuti e telecalore).

I principali dati
Quadro internazionale e nazionale
Nel 2025 i mercati internazionali hanno continuato a mostrare una forte sensibilità agli eventi di carattere geopolitico. In Italia il quadro energetico e ambientale è stato caratterizzato da segnali contrastanti. Nel settore elettrico si è registrata un’inversione di tendenza nel mix di produzione con le rinnovabili in calo dell’1,5%, e il termoelettrico che, tornato a crescere (+5,2%), traina la crescita della produzione complessiva (+2,4%). Nel settore gas da segnalare i consumi in ripresa, che salgono del 2%. In aumento anche l’import sostenuto dal raddoppio dei flussi provenienti dagli Usa e dall’incremento rilevante di gas in arrivo dal Nord(Norvegia e Olanda). Il GNL, che rappresenta circa un terzo dell’import complessivo è cresciuto del 44% in un anno. In entrambi i settori, le famiglie nel mercato libero pagano di più rispetto a quelle nei servizi di tutela.
Elettricità
In Italia si è registrata una moderata riduzione del prezzo totale (-1,6%), che è sceso a 35,12 c€/kWh, ma nel nostro Paese, diversamente da Francia, Germania e Spagna, la discesa del prezzo medio per i clienti domestici era cominciata già nel 2024. Nel 2025 i consumatori domestici in Italia pagano un prezzo superiore del 13% a quelli all’Area euro
I prezzi dei clienti non domestici sono diminuiti dell’1%,ma restanopoco competitivi a causa della componente oneri, imposte e tasse (+24,1%) su area euro.
I consumi di energia elettrica in Italia si sono mantenuti per lo più stabili e la domanda è stata soddisfatta per l’85% dalla produzione nazionale netta (escludendo l’energia destinata ai pompaggi) e per il restante 15% dal saldo con l’estero. La produzione nazionale lorda è cresciuta del 2,4% e si attesta a 277,4 TWh, ma rispetto al 2024 si assiste a un’inversione di tendenza con le rinnovabili, che coprono il 48% del mix, ancora in diminuzione (-1,5%) e il termoelettrico in ripresa (+5,2%).Nel dettaglio, a crescere sono state la generazione da gas naturale è aumentata del 7%e quella fotovoltaica del 25%mentre eolico e idroelettrico hanno segnato un calo rispettivamente del 3% e del 21%.
Gas
Nel 2025 per i consumatori domestici italiani il prezzo del gas risulta del 7% superiore rispetto alla media dell’Area euro, con un differenziale di 0,90 c€/kWh. La componente energia(con un differenziale di +0,80 c€/kWh) e i costi di rete (con un differenziale di +0,33 c€/kWh) presentano divari analoghi in termini percentuali (+12,8% e +12,7%), mentre le componenti fiscali italiane si collocano su un livello leggermente inferiore alla media europea (-5,8%). Per i clienti non domestici le imprese italiane hanno pagato un prezzo più basso rispetto alla media dell’Area euro.
Nel 2025 il consumo di gas naturale in Italia è aumentato quasi del 2%, passando da 61 a 62,1 miliardi di m^3. Dopo il forte calo registrato nel 2022 e nel 2023 (-10% in entrambi gli anni) e il lieve recupero del 2024 (+1,2%), questo incremento rappresenta un ulteriore segnale positivo per il settore.
Acqua
Con riferimento al campione, composto da 170 gestioni per le quali la proposta di aggiornamento biennale delle predisposizioni tariffarie è stata trasmessa all’Autorità (che servono complessivamente 53.969.154 abitanti), la variazione media (rispetto all’anno precedente) dei corrispettivi applicati all’utenza nel 2025 risulta pari a +6,3%con una certa eterogeneità a livello geografico
Gli investimenti programmati per il periodo 2024-2029 – al lordo delle previsioni in ordine alla disponibilità di finanziamenti pubblici per la realizzazione di infrastrutture idriche – risultano, in termini pro capite, pari a 541 euro/abitante a livello nazionale, con il valore più elevato che si riscontra nell’area del Centro, con 802 euro/abitante.
Nel 2025, la spesa media sostenuta da una famiglia di 3 persone, con consumo annuo pari a 150 m^3, risulta a livello nazionale pari a 388 euro/anno (2,59 euro per metro cubo consumato).
Rifiuti
Ad aprile 2026 risultano iscritti all’Anagrafica Operatori dell’Autorità 8.152 soggetti (erano 8.386 nel 2025), a conferma di un processo di organizzazione territoriale del servizio ancora incompleto. Nel 2024 la produzione nazionale dei rifiuti urbani è stata pari a circa 30 milioni di tonnellate(+2,3% sul 2023).
Si conferma il trend di crescita della raccolta differenziata.
Per quanto riguarda le predisposizioni tariffarie relative all’aggiornamento biennale 2024-2025, si registra un positivo incremento del numero di soggetti adempienti alla regolazione tariffaria: rispetto alle 5.332 proposte tariffarie rilevate nel 2024, risultano trasmesse 5.699 – di cui 5.672 comunali e 27 pluri comunali – relative a 6.125 Comuni (il 78% dei Comuni italiani), per un totale di quasi 51 milioni di abitanti serviti pari all’86% della popolazione nazionale.
La spesa media annua TARI stimata per un’utenza domestica tipo (composta da tre componenti il nucleo famigliare in un’abitazione di superficie 100 mq), risulta pari, nel 2023, a 311 euro a livello nazionale, evidenziando significative differenze tra le varie aree geografiche.
Teleriscaldamento
In Italia la diffusione dei sistemi di telecalore è ancora limitata ma con un trend che risulta storicamente crescente. Le 5 Regioni del Nord (Lombardia, Piemonte, Trentino-Alto Adige, Emilia-Romagna e Veneto) rappresentano, da sole, oltre il 95% dell’energia termica erogata, ma la dimensione delle reti risulta piuttosto eterogenea.
Il gas naturale si conferma la fonte energetica nettamente prevalente con il 70,5% del consumo energetico complessivo, tra le altre fonti portano un contributo significativo i rifiuti (14,9%) e le bioenergie (biomasse, biogas e bioliquidi, all’11%).
L’energia distribuita dalle reti di telecalore è utilizzata principalmente per la climatizzazione ambientale (riscaldamento e raffrescamento) e la produzione di acqua calda a uso igienico-sanitario, mentre è marginale l’utilizzo in processi industriali. Una quota significativa del mercato è costituita da utenze di tipo residenziale(65%) e terziario(32%).
L’andamento dei prezzi del servizio di teleriscaldamento è naturalmente influenzato dalle quotazioni di mercato delle fonti energetiche, in particolare del gas naturale. Per questa ragione a un picco del prezzo nell’anno 2022, risultato in media pari a 155 €/MWh, è seguito un calo a 116 €/MWh nel 2023 e, anche per effetto dell’introduzione del vincolo ai ricavi, a 113 €/MWh nel 2024.
Fonte: ARERA

