É stata presentata da ISPRA la seconda Indagine conoscitiva sulle misure di prevenzione della produzione dei rifiuti urbani adottate dai comuni. Edizione 2022.

Il rapporto è stato costruito elaborando un set di 20 domande poste alle amministrazioni poste mediante un questionario e scelte alla luce delle misure stabilite per il nuovo Programma Nazionale di Prevenzione dei rifiuti dall’art. 180 del d.lgs. 152/06 (modificato dal d.lgs. 116/2020).

Le domande hanno avuto come oggetto le misure relative al riutilizzo e alla preparazione per il riutilizzo, le misure per ridurre i rifiuti alimentari e gli imballaggi, l’utilizzo della plastica monouso, la dispersione di rifiuti sulle spiagge marine e/o lacustri e/o fluviali ed in generale le iniziative di raccolta di rifiuti abbandonati.

L’obiettivo dell’indagine è quello di definire nuovi indicatori sulla base delle informazioni acquisite sulle misure di prevenzione attuate a livello locale. Il lavoro rientra nell’ambito della Convenzione con il Ministero della Transizione Ecologica relativa ad attività di ricerca tecnico – scientifica e giuridico – amministrativa volte a garantire l’attuazione dell’articolo 206 bis del d.lgs. 152/2006 relativo alla Vigilanza e Controllo in materia di rifiuti.

I comuni che hanno dimostrato la maggiore partecipazione sono piccole/medie amministrazioni con un numero di abitanti compresi tra mille e diecimila abitanti, seguono i comuni che hanno un numero di abitanti inferiore a mille, e quelli con una popolazione compresa tra diecimila e cinquantamila abitanti. A seguire i comuni con popolazione compresa tra 50.000 e 1 milione di abitanti.

Le misure più diffusamente attuate dalle 1.614 amministrazioni locali che hanno partecipato all’indagine sono di seguito riportate:

  • littering: raccolta di rifiuti abbandonati su iniziativa del comune stesso e/o di privati e/o da comitati di quartiere, ecc. (1.217 comuni rappresentativi di una popolazione di oltre 15,3 milioni di abitanti), misure per la riduzione della dispersione di rifiuti sulle spiagge marine e/o lacustri e/o fluviali (195 comuni rappresentativi di una popolazione di oltre 4,1 milioni di abitanti);
  • eliminazione e/o riduzione dell’impiego di prodotti in plastica monouso: adozione di iniziative per ridurre l’utilizzo di prodotti in plastica monouso nelle scuole e/o negli uffici pubblici (914 comuni rappresentativi di una popolazione di quasi 13,1 milioni di abitanti), l’attuazione di iniziative per promuovere l’approvvigionamento di acqua potabile su superfici pubbliche (837 comuni, con una popolazione di oltre 11,7 milioni di abitanti), eliminazione o riduzione delle stoviglie usa e getta in manifestazioni di tipo temporaneo (630 comuni con oltre 10,1 milioni di abitanti), le iniziative plastic free (611 comuni con quasi 11,4 milioni di abitanti);
  • riutilizzo: istituzione di mercatini dell’usato e/o punti di scambio (272 comuni rappresentativi di una popolazione di quasi 7,9 milioni di abitanti) e la creazione di centri di riparazione (191 comuni, con una popolazione di quasi 5,4 milioni di abitanti;
  • eliminazione e/o riduzione della produzione di rifiuti alimentari: applicazione di un coefficiente di riduzione della tariffa alle utenze non domestiche che producono o distribuiscono beni alimentari e che, a titolo gratuito, cedono tali beni agli indigenti e alle persone in maggiori condizioni di bisogno ovvero per l’alimentazione animale (78 comuni rappresentativi di una popolazione di oltre 4,7 milioni di abitanti), stipula di accordi e/o convenzioni e/o protocolli con la grande distribuzione per ridurre i rifiuti alimentari (76 comuni rappresentativi di una popolazione di quasi 4,4 milioni di abitanti).

Si osserva, invece, una minore adozione di strumenti di tipo economico; in particolare, i comuni che hanno ricevuto incentivi economici regionali per la prevenzione dei rifiuti sono 120 (rappresentativi di una popolazione di circa 2,7 milioni di abitanti) mentre, i comuni che hanno indicato un ammontare dei fondi assegnati, negli ultimi 12 mesi, alle attività connesse all’attuazione delle misure di prevenzione sono 80 (rappresentativi di una popolazione di circa 2,3 milioni di abitanti).

Rispetto alla prima indagine hanno partecipato un numero più ampio di comuni, sarebbe comunque auspicabile raggiungere una più vasta adesione delle amministrazioni locali.

Il rapporto è disponibile qui

Fonte: ISPRA