COREPLA, Ecoligth e CIAL hanno recentemente pubblicato i dati relativi alle raccolte dei propri settori dei rifiuti. Positivi ed in crescita i risultati raggiunti nei rispettivi settori dai consorzi. Nell’articolo presentiamo la sintesi dei dati ed i riferimenti per ulteriori approfondimenti.

COREPLA – plastica

Nel 2021 le quantità di imballaggi in plastica avviate a riciclo da COREPLA sono nel complesso cresciute nonostante le forti difficoltà di tenuta delle supply chain globali, i problemi di approvvigionamento anche nella filiera delle materie plastiche, la progressiva crescita delle quotazioni di tutte le principali materie prime e la conseguente impennata dei costi energetici.

Tuttavia l’andamento positivo dei valori delle materie prime seconde ha permesso a COREPLA di migliorare i ricavi dalle vendite all’asta delle frazioni vaporizzabili. Questa situazione ha consentito di ridurre il CAC (Contributo Ambientale CONAI) per quasi tutti gli imballaggi in materiali plastici e in particolare per quelli che hanno portato al miglioramento dei risultati economici.

Altri risultati raggiunti dal consorzio:

  • valore economico distribuito: nel corso del 2021 il corrispettivo riconosciuto da COREPLA ai Comuni italiani o ai loro operatori delegati per le quantità di propria competenza ha infatti raggiunto i 375 milioni di euro. Quasi 173 milioni sono stati destinati agli impianti che selezionano gli imballaggi dividendo la plastica per polimero e alcuni polimeri come il PET anche per colore, dando così maggior valore al prodotto selezionato;
  • riciclo: lo scorso anno sono state riciclate 684.615 tonnellate di rifiuti di imballaggio in plastica, prevalentemente provenienti da raccolta differenziata urbana;
  • recupero energetico: COREPLA ha avviato a  314.964 tonnellate che sono state utilizzate per produrre energia al posto di combustibili fossili. Il materiale avviato da COREPLA a recupero è stato destinato per l’85,8% a cementifici (47,3% in Italia e 38,5% all’estero) e per il restante 14,2 ha trovato spazio presso termovalorizzatori efficienti.

Il comunicato stampa con i dettagli dei risultati sono disponibili qui. – Fonte: COREPLA

Ecoligth – RAEE

Ecoligth nel 2021 ha gestito oltre 24 mila tonnellate di rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) con un tasso di recupero che supera il 95%. Un volume di rifiuti hitech, raggiunto grazie al supporto operativo di Ecolight Servizi, che pone Ecolight tra i protagonisti della filiera RAEE italiana per la costruzione di un reale processo di economia circolare e che traccia la strada per quella transizione ecologica tanto invocata.

L’attività del consorzio si è sviluppata lungo due direttrici principali:

  • la raccolta presso le isole ecologiche attribuitegli dal Centro di Coordinamento RAEE: 3 mila punti di prelievo serviti, che hanno permesso di raccogliere più di 23,5 mila tonnellate di rifiuti elettronici. Oltre il 63% di questi appartengono al raggruppamento RAEE R4, che comprende i piccoli elettrodomestici e l’elettronica di consumo, quali ad esempio frullatori e smartphone, pari al il 19% di tutti gli R4 raccolti e oltre il 40% degli R5 raccolti in Italia;
  • l’attenzione posta nei confronti della distribuzione: sulla base dei principi dell’Uno contro Uno e dell’Uno contro Zero previsti dalla normativa italiana. Ecolight, attraverso la propria azienda di servizi Ecolight Servizi, ha erogato il servizio a 3.250 punti vendita raccogliendo più di 750 tonnellate di RAEE.

Il consorzio è attivo anche con un servizio di raccolta di prossimità con le EcoIsole per i piccoli RAEE: attraverso i 32 contenitori automatizzati posti vicino a grandi strutture di vendita e, grazie alla collaborazione con AMSA-Gruppo A2A e il Comune di Milano, in corrispondenza di otto Municipi del capoluogo lombardo, sono state gestite 25 tonnellate di rifiuti tecnologici.

Il comunicato stampa con i dettagli dei risultati sono disponibili qui. – Fonte: Ecolight

CIAL – Alluminio

I numeri dei risultati raggiunti nel 2021 dal CIAL sono stati presentati all’assemblea annuale delle 250 imprese consorziate tenutasi a Milano lo scorso 6 maggio. 52.900 tonnellate di imballaggi in alluminio riciclate nel 2021, pari al 67,5% delle complessive 78.400 tonnellate immesse sul mercato, cui vanno aggiunte 3.700 tonnellate di imballaggio sottile destinato alla termovalorizzazione. Grazie a questi risultati l’Italia si conferma anche per il 2021 tra le eccellenze a livello europeo per quantità di alluminio riciclato prodotto.

I numeri CIAL nel 2021:

  • 250 imprese consorziate;
  • 441 operatori convenzionati, 270 piattaforme e 12 fonderie su tutto il territorio nazionale garantiscono la raccolta, il trattamento, il riciclo e il recupero dell’alluminio;
  • 5.638 Comuni (il 71% dei Comuni italiani attivi) collaborano con CIAL alla raccolta differenziata degli imballaggi in alluminio, con 47 milioni di cittadini coinvolti (il 79% degli abitanti italiani serviti);
  • incremento medio nell’ultimo triennio del 9% della raccolta differenziata;
  • quantità di imballaggi in alluminio immesse nel mercato italiano: 78.400 tonnellate;
  • recupero totale degli imballaggi in alluminio in Italia (quota di riciclo + quota di imballaggi avviati a recupero energetico): 56.600 tonnellate;
  • riciclo: 52.900 tonnellate di imballaggi in alluminio, pari al 67,5% del mercato;
  • recupero energetico: 3.700 tonnellate (quota di imballaggio sottile che va al termovalorizzatore);
  • grazie al riciclo di 52.900 tonnellate di imballaggi in alluminio sono state evitate emissioni serra pari a 371mila tonnellate di CO2 e risparmiata energia per oltre 159mila tonnellate equivalenti petrolio.

Il comunicato stampa con i dettagli dei risultati è disponibile qui. Fonte: CIAL