Confesercenti ha realizzato una indagine sul peso della tassa dei rifiuti nel 2015 nei comuni capoluogo di Regione (con l’esclusione di Trento dove vige una tariffa non confrontabile) sulle categorie commerciali Alberghi, ristoranti , bar distributori, plurilicenze e simili.

L’indagine ha rivelato estrema eterogeneità tributaria in cui, a parità di condizioni, si rilevano forti differenze da città a città non solo in merito all’importo della tassa, ma anche in merito alle esenzioni e alle agevolazioni e relativamente alla qualità del servizio e alla sostenibilità ambientale.

L’aumento generale è in media di circa il 20% sullo scorso anno e di oltre il 100% dal 2008 – è dovuto al susseguirsi di nuove tasse e poi di ritocchi verso l’alto della tariffa da parte dei comuni in tutta Italia.

La Tari media più alta si registra a Napoli (un valore l’84% superiore a quello di Milano), Firenze e Roma; la Tari media più leggera si paga invece a L’Aquila (278% in meno rispetto a Napoli) tuttavia questa città risente di una posizione di tipo politico dell’amministrazione locale che ha scelto di mantenere basso questo tributo per non gravare ulteriormente sulle attività commerciali e turistiche della città, già provate dal sisma.

L’indagine continua esplicitando i valori rilevati e facendo notare come anche le bancarelle non sfuggano alla Tari e vengano considerate dalla tassa alla pari di un’attività fissa di tipo annuale.

I dettagli dell’indagine disponibili al seguente link.