22 marzo Giornata mondiale dell’acqua- Leaving no one behind

Nessuno sia lasciato indietro: è il tema della giornata mondiale dell’acqua dato dalle Nazioni Unite per il 2019.  L’obiettivo di questa giornata è  cercare di informare i responsabili politici e decisionali, all’interno e all’esterno della comunità idrica, come migliorare la gestione delle risorse idriche e l’accesso all’approvvigionamento idrico e ai servizi igienico-sanitari sono essenziali per superare la povertà e affrontare varie altre disuguaglianze sociali ed economiche.

Al termine dei lavori della 40esima sessione dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati  lo scorso 22 marzo è stato presentato anche il Rapporto mondiale sullo sviluppo delle risorse idriche 2019.

Il rapporto esplora i sintomi di esclusione e indaga i modi per superare le disuguaglianze. E’ in Africa che vive metà delle persone che bevono acqua da fonti non sicure a livello globale ed è più probabile che siano gli emarginati o i discriminati per genere, età, stato economico o per identità etnica, religiosa o linguistica, ad avere un accesso limitato all’acqua e ai servizi igienici adeguati. Questi diritti obbligano gli Stati a lavorare affinché ci sia un accesso per tutti, senza discriminazioni, dando la priorità ai più bisognosi. Acqua pulita e servizi igienico sanitari sono peraltro l’Obiettivo 6 dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, il programma d’azione per le persone, il pianeta e la prosperità sottoscritto nel settembre 2015 dai governi dei 193 Paesi membri dell’Onu.

In tutto il mondo l’utilizzo dell’acqua è cresciuto di circa l’1% all’anno a partire dagli anni ’80 (AQUASTAT, n.d.). Secondo le previsioni la domanda mondiale di acqua dovrebbe continuare a crescere ad un tasso simile fino al 2050, con un incremento compreso tra il 20% e il 30% rispetto agli attuali livelli di utilizzo (Burek et al., 2016). Questo costante incremento è causato principalmente dalla crescente domanda nei paesi in via di sviluppo e nelle economie emergenti.

Tuttavia nonostante gli incrementi, nella maggior parte di questi paesi l’utilizzo pro capite di acqua continua a collocarsi ben al di sotto dei livelli registrati nei paesi industrializzati.

L’agricoltura (incluso l’utilizzo per uso irriguo, per il bestiame e per l’acquacoltura) costituisce di gran lunga il principale consumatore di acqua, con il 69% dei prelievi annui a livello mondiale. Il settore industriale (inclusa la generazione di energia elettrica) consuma il 19%, mentre il consumo domestico copre il 12% (AQUASTAT, n.d.). Nonostante le differenze tra le varie proiezioni, la quota dell’impiego totale di acqua destinata all’agricoltura dovrebbe probabilmente ridursi rispetto agli altri settori, pur permanendo il principale utente nell’arco dei prossimi decenni, sia in termini di prelievi, sia in termini di consumi. In tutto il mondo più delle Acque dell’80% riflussi viene scaricato nell’ambiente senza essere trattato (WWAP, 2017).

Secondo il rapporto nonostante i significativi progressi compiuti negli ultimi 15 anni, l’accesso all’acqua potabile sicura e pulita è un obiettivo irraggiungibile per gran parte della popolazione del mondo. Nel 2015, tre persone su dieci (2,1 miliardi) non avevano accesso all’acqua potabile e 4,5 miliardi di persone, pari a sei su dieci, non avevano servizi igienici sicuri.
Nel 2017, conflitti e persecuzioni hanno costretto 68,5 milioni di persone a fuggire dalle loro case, mentre 25,3 milioni di persone in media all’anno sono costrette a migrare a causa di disastri naturali, il doppio rispetto ai primi anni Settanta. E il numero dei rifugiati dovrebbe aumentare ulteriormente a causa dei cambiamenti climatici. I rifugiati sono una categoria fortemente vulnerabile, afferma l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura ricordando che l’accesso all’acqua potabile sicura, ai servizi igienico-sanitari e all’igiene è un diritto umano riconosciuto a livello internazionale.

Il rapporto in lingua italiana è disponibile qui.

La Pagina ufficiale dell’Onu dedicata alla giornata mondiale dell’acqua qui.

Fonte: ONU

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