A Belluno il primo forum di cultura dei cambiamenti climatici

Sie è tenuto lo scorso 6 giugno a Belluno il primo forum dei cambiamenti climatico che ha visto protagonisti quatto differenti discipline (un esperto del clima -Francesco Rech, Arpav, un architetto -Simone Sfriso, Studio TAMassociati, un filosofo dell’ambiente -Telmo Pievani, e un’economista esperta degli impatti dei cambiamenti climatici sui sistemi economici -Enrica De Cian) che si sono confrontati  su aspetti diversi, testimoniando della complessità delle interconnessioni tra il clima planetario e l’uomo. Un confronto aperto che promuove la discussione e il dialogo responsabile tra le diverse componenti della società umana. Il forum viene lanciato quest’anno, con l’intenzione di ribadirlo in futuro, sviluppandolo e rendendolo un appuntamento permanente, nella consapevolezza di quanto risulti oggi necessario lavorare per l’acquisizione di una coscienza collettiva su un problema che non può essere ignorato.

L’idea nasce dall’università di Padova ed in particolare dal Dipartimento TESAF dell’Università degli Studi di Padova che organizza il 55esimo Corso di Cultura in Ecologia, quest’anno è stato dedicato a Foreste e danni da Vento. Accanto alle serate del corso ha proposto due serate forum aperte al pubblico la seconda delle quali a  Belluno dedicata appunto al forum.

Francesco Rech, Arpav, un esperto del clima ha illustrato, attraverso i dati  rilevati delle centraline Arpav,  i trend climatici del veneto relazionandoli anche con i dati generali a livello mondiale.  Temperatura, piovosità e innalzamento del livello del mare sono stati i temi principali trattati. A fine intervento ha sottolineato l’importanza di adottare misure di adattamento e mitigazione dei cambiamenti climatici (Relazione disponibile  qui Effetti recenti del cambiamento climatico sul Veneto)

L’architetto Simone Sfriso, Studio TAMassociati ha presentato due progetti dove evidenzia come l’architettura abbinando tecniche spesso semplici e tradizionali a tecnologia possa facilmente creare edifici che consumano poche risorse e in grado di mitigare i cambiamenti climatici. Ma il ruolo dell’architetto nel contesto dei cambiamenti climatici non si limita alle nuove costruzioni ma anche alla rigenerazione degli spazi urbani ed edifici esistenti adattandoli alle attuali esigenze climatiche.

Enrica De Cian ,un’economista esperta degli impatti dei cambiamenti climatici sui sistemi economici   ha proposto la sua ricerca che propone l’analisi delle politiche delle nazioni per i cambiamenti climatici evidenziando i maggiori problemi delle politiche. Ha sottolineato come dare un prezzo alle emissioni è una componente cruciale per la transizione verso una economia a basse emissioni e come Costi e impatti economici dipendono da come la politica è disegnata e attuata. (Relazione disponibile  qui Cambiamenti climatici: la dimensione economica)

Telmo Pievani filosofo dell’ambiente come i cambiamenti climatici influiscono sulle evoluzioni delle specie, cambiandone la genetica ed  arrivando anche a provocarne l’estinzione. (Relazione disponibile  qui Una sfida di lungimiranza: cambiamenti climatici e scenari evolutivi).

Nel  momento di confronto con il pubblico i relatori hanno sottolineato anche come il cambiamento climatico  dopo il terrorismo internazionale, sia considerato la maggiore causa di pericolo per la sicurezza degli stati. Si è discusso anche del fatto che le politiche della consapevolezza dei cambiamenti climatici tendono a fallire per il fatto che il cambiamento climatico presenta fattori (come ad esempio il freddo di maggio in Italia)  che lo rendono difficile da comprendere alla maggior parte delle persone.

Programma del convegno qui

Fonte: Comune  di Belluno

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