Acque reflue e Covid-19, i gestori idrici collaborano alla ricerca

Al via i primi studi che ricercano la presenza del virus Sars-CoV-2 nelle acque fognare, ecco la sintesi dei primi risultati ottenuti:

  • Uno studio Iss ha rinvenuto Rna virale a Roma e Milano: “Nessun rischio per la salute”. L’analisi sarà estesa in altre regioni anche con il supporto di Hera.
  • Indagine Cnr, MM e Brianzacque sui depuratori di Monza e del capoluogo lombardo
    La ricerca scientifica sulla relazione tra Covid-19 e acque reflue è in corso anche in Italia e i gestori idrici stanno collaborando con le istituzioni per approfondire questo aspetto (QE 7/4).
  • In Lombardia, inoltre, MM e Brianzaque hanno condotto test agli ingressi dei depuratori di Milano e Monza insieme a Cnr-Irsa di Brugherio e al laboratorio di microbiologia clinica, virologia e diagnostica delle bioemergenze dell’Asst Fatebenefratelli Sacco. Anche in questo caso è stato rinvenuto materiale genico riconducibile al Sars-CoV-2.

Il ritrovamento di tracce del virus, sottolinea Luca Lucentini, direttore del reparto di qualità dell’acqua e salute dell’Iss, “non ha nessun rischio.

Il risultato rafforza le prospettive di usare il controllo delle acque in fognatura dei centri urbani come strumento non invasivo per rilevare precocemente la presenza di infezioni nella popolazione. Nella fase 2 la sorveglianza potrà essere utilizzata per monitorare in modo indiretto la circolazione del virus ed evidenziare precocemente una sua eventuale ricomparsa, consentendo quindi di riconoscere e circoscrivere più rapidamente eventuali nuovi focolai epidemici. Una strategia che viene già usata per altri virus, come quello della polio. Aver trovato Rna virale, che quindi non necessariamente rappresenta un virus infettivo, nelle acque di scarico è un risultato che non sorprende e non implica alcun rischio per la salute umana. Come evidenziato in un recente documento pubblicato dall’Istituto, il ciclo idrico integrato è certamente sicuro e controllato rispetto alla diffusione del Covid-19 come anche di altri patogeni”.
Infine, secondo il presidente dell’Iss, Silvio Brusaferro, questo progetto “potrebbe essere d’aiuto nel controllo della pandemia. I nostri risultati si associano a quelli di altri gruppi di ricerca che in Olanda, Massachusetts, Australia e Francia hanno ad oggi rinvenuto tracce del virus negli scarichi”.

Fonte: utilitalia (articolo completo qui)

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