Chi inquina ripara: Ispra fa il punto sul danno ambientale in Italia

Il danno ambientale è un tema complesso per cui ISPRA ha deciso di organizzare a Roma lo scorso 27 novembre un convegno/confronto dal titolo “Il danno ambientale: prevenzione e riparazione in un Sistema a rete” danno ambientale distribuiti su tutto il territorio nazionale. Alla giornata hanno partecipato istituzioni, mondo accademico, giuristi, magistratura e associazioni, che hanno fatto il punto sulla situazione attuale e le questioni aperte ipotizzando gli sviluppi futuri.

Le norme indicano come danno ambientale qualsiasi deterioramento, significativo e misurabile, provocato a specie e habitat protetti, a fiumi e laghi o al suolo. La maggior parte delle istruttorie per danno ambientale è oggi associata a illeciti compiuti nella gestione dei rifiuti (41%), violazioni in materia di edilizia e paesaggio (19%) e scarichi fuori norma (5%), Un è legato ai cosiddetti ‘ecoreati’ individuati della recente legge n. 68/2015 (disastro ambientale, inquinamento, omessa bonifica)( 8%), illeciti relativi alle emissioni in atmosfera, in materia di bonifiche o di AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale). Dal punto di vista della distribuzione territoriale gli oltre 200 casi di danno relativi a 2017-2018 vedono la Sicilia in testa tra le regioni dove risultano più istruttorie aperte (38), seguita da Campania e Puglia (25), Toscana (18).

All’interno dell’iter che verifica quanto danneggiato in un’area, il ruolo di Ispra è quello di seguire, per conto del Ministero dell’ambiente, l’istruttoria dei casi di potenziale danno. Un compito per il quale l’Istituto si avvale della collaborazione delle Arpa sul territorio: dallo scorso anno è stata attivata la “Rete operativa per il danno ambientale” del Sistema nazionale per la protezione ambientale, per far sì che la fase istruttoria venga elaborata in maniera omogenea su tutto il territorio nazionale valutando le azioni per la riparazione e la prevenzione.

Con questo convegno, spiega il Direttore generale dell’Ispra Alessandro Bratti, abbiamo fotografato una situazione: Ispra e il Sistema Snpa ci sono e hanno un buon bagaglio di competenze tecnico-scientifiche. Partiamo dalla casistica esistente, capiamo se l’approccio adottato sino ad oggi sul danno può essere allargato e guardiamo all’obiettivo finale: ripristinare lo stato ambientale di un’area nel modo più vicino possibile a quello originario”.

ISPRA mette a disposizione nel proprio sito web diversi materiali relativi alla giornata tra cui: la registrazione video dell’incontro completa, le presentazioni dei relatori, il comunicato stampa sintesi. Tutto il materiale è disponibile nel sito web di ISPRA qui.

Fonte: ISPRA

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