Costa Concordia nove anni dopo: fonti di inquinamento in mare e nei porti – video dell’incontro

Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati
Il 13 gennaio 2012, nelle acque dell’Isola del Giglio, la nave da crociera Costa Concordia si inabissò in uno delle più belle zone del Parco delle Isole Toscane. Il tragico evento, che costò la vita a 32 persone, comportò anche un considerevole danno all’ambiente costiero, soprattutto a carico del fondale marino. A distanza di nove anni dall’incidente, lo scorso 18 marzo, in considerazione della conclusione delle attività di pulizia dei fondali (fase WP9-conclusa a maggio 2018) e nel pieno delle azioni volte a favorire il recupero dell’ecosistema marino originario (WP10), ISPRA ha partecipato al seminario sul tema delle conseguenze ambientali del sinistro “Costa Concordia” e delle azioni per minimizzarle, condotte da parte di istituzioni pubbliche e private.
In questo contesto il danno ambientale è stato determinato dalla presenza del relitto e dalle attività di cantiere, necessarie per rimuovere e allontanare lo stesso; senza considerare il potenziale danno arrecato da sostanze nocive di cui la nave era carica: combustibile, olii pesanti, vernici e detersivi. Oltre ai risarcimenti delle parti civili, tra cui la Presidenza del Consiglio, il Ministero dell’Ambiente, la Protezione Civile, la Regione Toscana, al comune di Isola del Giglio venne altresì riconosciuto il risarcimento del danno ambientale finalizzato al ripristino dei fondali marini.

Nell’ambito del seminario, ISPRA ha presentato un rapporto tecnico-scientifico e un catalogo fotografico quale testimonianza visiva di quanto è avvenuto, di quanto si è fatto e si sta facendo attualmente e delle prospettive, ricostruendo le azioni messe in campo per la gestione dell’emergenza e il contenimento dei danni ambientali.
Il video e le relazioni dell’evento sono disponibili qui https://www.isprambiente.gov.it/it/events/costa-concordia-nove-anni-dopo-fonti-di-inquinamento-in-mare-e-nei-porti
Fonte: ISPRA

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