Costa emiliano-romagnola. Approvati 5 progetti per la raccolta dei rifiuti dal mare da parte dei pescatori

Con lo scopo di tutelare e salvaguardare gli ecosistemi marini della costa emiliano-romagnola da un lato e la necessità di garantire una elevata qualità del prodotto locale al consumatore dall’altro, il FLAG Costa dell’Emilia-Romagna, sotto la guida di DELTA 2000, ha emanato un bando per finanziare interventi finalizzati a migliorare la raccolta dei rifiuti del mare e dei prodotti dell’attività ittica (attrezzi da pesca perduti, rifiuti marini, plastica ed altri rifiuti presenti in mare) attuati da operatori della pesca e/o con il coinvolgimento diretto degli stessi.

“il valore aggiunto di questi progetti (presentati sul bando FINANZIATO CON FONDI FEAMP della Misura 4.63 assegnati al FLAG Costa dell’Emilia-Romagna) non è soltanto il tema della raccolta dei rifiuti ma è legato alle reti di collaborazione e di relazioni che si creano per affrontare il problema dei rifiuti in mare: il coinvolgimento in ognuno dei 5 progetti approvati di pescatori in sinergia con centri di ricerca e con i soggetti che si occupano della raccolta a terra e del possibile riutilizzo.  Cinque esempi di economia circolare che mettono in rete 35 pescatori delle marinerie emiliano-romagnole rispettivamente con Università, Centri di Ricerca e Fondazioni, oltre ad HERA e CLARA, le aziende che localmente gestiscono la raccolta e smaltimento, ricoprendo l’intera Costa della Regione con la partecipazione di pescatori di Goro, Comacchio, Ravenna, Cervia, Cesenatico, Bellaria, Rimini, Cattolica”.
Tra le idee progetto proposte, non soltanto la raccolta dei rifiuti ma anche la analisi delle materie plastiche recuperate, finalizzata ad una catalogazione delle tipologie di polimeri e successiva individuazione della parte riciclabile che potrà essere destinata ad essere rivalorizzata; dunque la definizione di processi virtuosi che con le azioni di raccolta, analisi  e riutilizzo dei materiali recuperati in successivi cicli produttivi, si inseriscono a pieno nell’ottica di una economia circolare riducendo al massimo gli sprechi. Ma anche la sperimentazione di tecnologie e strumentazioni innovative che possano semplificare ed ottimizzare le attività di pesca degli operatori e al contempo la raccolta e smaltimento di rifiuti che inevitabilmente rimarrebbero impigliati nelle reti da pesca

Fonte: RavennaNotizie

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