Dal ciclone “Vaia” ai nuovi record di caldo (+1.71°c): ecco il clima in Italia nel 2018

Il Rapporto del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente “Gli Indicatori del Clima in Italia nel 2018” illustra l’andamento del clima nel corso del 2018 e aggiorna la stima delle variazioni climatiche negli ultimi decenni in Italia, si basa su una grande mole di dati e indicatori climatici, derivati in gran parte dal Sistema nazionale per la raccolta, l’elaborazione e la diffusione di dati Climatologici di Interesse Ambientale (SCIA, www.scia.isprambiente.it). E’ stato realizzato dall’ISPRA in collaborazione con gli organismi titolari delle principali reti di osservazione presenti in Italia. Le informazioni di sintesi sono poi trasmesse all’Organizzazione Meteorologica Mondiale e contribuiscono a comporre il quadro conoscitivo sullo stato e sull’evoluzione del clima a scala globale.

Tra gli eventi estremi, di particolare rilievo i fenomeni associati al ciclone denominato “Vaia”, che ha investito gran parte del territorio nazionale tra il 27 e il 30 ottobre: venti di straordinaria intensità, con medie orarie fino a 120 km/h e raffiche fino a 200 km/h hanno soffiato insistentemente per diverse ore sulla nostra Penisola, causando, tra l’altro, danni ingenti ed estesi al patrimonio forestale dell’arco alpino; negli stessi giorni, precipitazioni di intensità eccezionale per diverse durate, da un’ora a tre giorni, si sono abbattute sulle regioni del Nord Italia.

Alcuni dei principali dati contenuti nel Rapporto:

Se a scala globale il 2018 è stato il 4° anno più caldo della serie storica dopo il 2016, il 2015 e il 2017,in Italia il 2018 ha segnato il nuovo record di temperatura media annuale, con un’anomalia (lo scartorispetto al valore climatologico di riferimento 1961-1990) di +1.71°C.Tutti i mesi dell’anno – ad eccezione di febbraio e marzo – sono stati più caldi della norma, con punte di anomalia positiva nel mese di aprile al Centro (+3.74 °C) e al Nord (+3.69 °C). Il 2018 è stato il 28° anno consecutivo con anomalia positiva equattro dei cinque valori più elevati di temperatura media sono stati registrati negli ultimi cinque anni: oltre al 2018, nell’ordine il 2015, 2014 e 2016, con anomalie comprese tra +1.34 e +1.60°C.

Su base stagionale, l’autunno del 2018 è stato il più caldo della serie storica (anomalia di +2.0 °C), superando di poco quello del 2014;la primavera (+1.88 °C) e l’estate (+2.0 °C) sono state rispettivamente la terza e la quinta più calde della serie.

In generale in Italia nel 2018 le precipitazioni in media sono state moderatamente superiori ai valori climatologici normali. L’andamento nel corso dell’anno è stato tuttavia piuttosto altalenante e mesi molto piovosi si sono alternati ad altri più secchi. Marzo, maggio e ottobre sono stati caratterizzati da piogge abbondanti, estese a tutto il territorio nazionale, mentre ad aprile, settembre e soprattutto dicembre le piogge sono stati scarse in tutte le regioni.

Riguardo agli indici climatici rappresentativi delle condizioni di siccità, valori elevati dell’indice “numero di giorni asciutti”, superiori a 300 giorni, si registrano sulle coste centrale e meridionale adriatica, ionica e della Sicilia meridionale ed in Pianura Padana.

Il Rapporto è disponibile online sul sito dell’ISPRA qui

Fonte: ISPRA

Potrebbero interessarti anche...