Filiera del riuso: al via l’iter della PdL per normalizzare il settore

La Rete Onu – la Rete Nazionale degli Operatori dell’Usato ha annunciato in un comunicato stampa che Proposta di Legge n.1065Disposizioni per la disciplina dell’economia dei beni usati e la promozione del settore del riutilizzo, nonché istituzione del Tavolo di lavoro permanente sul riutilizzo  ha iniziato il suo iter legislativo. La proposta di legge mira a regolamentare e rilanciare il settore italiano del riutilizzo, è rivolta agli operatori dell’usato. In Italia i soggetti che raccolgono e distribuiscono beni di seconda mano sono per lo più: operatori ambulanti (attivi nei mercati delle pulci, nei mercati rionali e su strada, o nelle fiere e nei mercati storici), negozi dell’usato in conto terzi e quelli dell’usato tradizionali (come le botteghe di rigatteria), le cooperative del riuso, gli operatori della raccolta, del recupero e della distribuzione all’ingrosso di abiti usati ed elettrodomestici, i centri di riuso e gli impianti di preparazione per il riutilizzo. Nella norma saranno previste indicazioni volte a disciplinare e promuovere il settore del riuso attraverso la riduzione dell’IVA al 10%, l’istituzione di un Tavolo di lavoro permanente sul Riutilizzo e la definizione della figura dell’operatore dell’usato.

La norma coprirà un settore che attualmente non ha regole pur essendo un settore che coinvolge 100mila persone ed ogni anno riesce a recuperare 500mila tonnellate di beni che vengono avviati al riutilizzo. L rete ONU segnala come in assenza di un quadro normativo definito, molti operatori, e soprattutto gli ambulanti, sono costretti a lavorare in una zona grigia che genera precariato e una serie di problemi a ogni livello. La vulnerabilità economica e sociale di molti operatori non è tenuta in nessun conto. Sul settore pesano poi tasse e tariffe sproporzionate rispetto al valore effettivo dei beni commercializzati: particolarmente vessatorie sono le tariffe rifiuti, che non prendono atto della scarsa produzione di rifiuti d’imballaggio di questo tipo di attività né del lavoro ecologico fatto; e poi c’è l’IVA, che è già stata pagata al momento del primo acquisto e che oggi viene pagata due volte.

Fonte: Rete ONU – link

Per seguire l’iter della proposta di legge clicca qui (Fonte: camera dai deputati)

Potrebbero interessarti anche...