Foreste venete: un capitale da investire nella filiera bosco-legno-energia.

Teleriscaldamento a biomassa: uno strumento per la gestione attiva delle Foreste è il titolo del convegno che si è svolto lo scorso 16 ottobre nell’Altopiano del Cansiglio (Alpago in provincia di Belluno) promosso da FIPER in collaborazione con Veneto Agricoltura e Anarf. L’evento, al quale hanno partecipato relatori ed operatori provenienti da tutta Italia, è stato un momento di confronto tra le istituzioni e gli operatori sulle esperienze di realizzazione di reti di teleriscadamento a biomassa e occasione per gettare le basi per l’avvio della filiera bosco-legno-energia in Veneto.
Durante il convegno sono state portate al tavolo dei relatori esperienze pratiche che dimostrano i benefici di questi sistemi. La presenza nel territorio degli impianti a biomasse e della filiera ad essi connessa infatti aiuta a gestire il territorio stesso supportano la corretta gestione del bosco, recuperando biomasse di scarto, vivacizzando l’economia locale e creando opportunità di lavoro per mano d’opera locale con prospettive di impiego nel lungo periodo (20 -30 anni). Secondo le stime, a livello locale la filiera bosco-legno-energia per ogni euro investito ne produce 2,65 di indotto, in termini di occupazione per ogni persona occupata direttamente genera fino a 15 posti di lavoro nell’indotto. Nei casi studio presentati, in particolare dell’esperienza di Tirano Valtellina, è emerso come l’avvio di impianti di teleriscaldamento a biomassa abbia permesso nel tempo di costruire un tessuto imprenditoriale fatto da micro-piccole imprese boschive e consorzi forestali che hanno puntato sull’innovazione per aumentare la competitività nella silvicoltura.
Rappresentanti della filiera della provincia autonoma di Bolzano hanno illustrato come attraverso l’avvio di un tavolo di concertazione tra la provincia e le centrali di Tlr a biomassa, stanno dando l’avvio ad un sistema capace di “assorbire” e valorizzare il legname e biomassa prodotto dalle recenti calamità naturali; con l’obiettivo di impiegare a fini energetici i residui del 1,5 milioni di mc3 di alberi sradicati dalla tempesta nei prossimi 3 anni.
Nell’ultima parte del convegno è si è discusso delle potenzialità della filiera bosco-legno-energia in Veneto. I dati dello studio condotto da FIPER:”teleriscaldamento a biomassa: un investimento per il territorio” confermano che in questa regione ci sarebbero le condizioni per poter avviare in 53 Comuni non metanizzati centrali di teleriscaldamento a biomassa alimentate da biomasse locali. In provincia di Belluno, dove è maggiore la quantità di biomassa disponibile, si potrebbe coprire la domanda di 160 MW termici installati e 45 MW elettrici per un valore di investimenti realizzati di 430 milioni di Euro, riscaldando 39 Comuni non metanizzati e in gran parte colpiti dalla tempesta. L’avvio di 53 centrali permetterebbe di impiegare 600 mila t/anno di biomassa locale per un valore di 30 milioni di Euro/annuo per i prossimi 20-30 anni.
A chiusura della mattinata l’invito dei relatori agli attori locali a mobilitarsi per iniziare a definire almeno 3 Comuni pilota in provincia di Belluno dove avviare la filiera bosco-legno-energia.
Gli atti del convegno sono disponibili nel sito web di FIPER qui
I video del convegno sono disponibili nel sito di veneto agricoltura qui.

Fonte: Lara Bortoluzzi -Labelab

   

L’evento si è svolto all’interno dell’Hangar della Pace della ex Base NATO “Caserma Bianchin” , luogo simbolo per questo altopiano:  la sala convegni, recentemente restaurata ed aperta al pubblico, infatti fa parte della rete di strutture belliche   del Nord- est Italia furono create ed attive durante la guerra fredda. In Cansiglio le postazioni principali si trovavano nella cima del mote Pizzoc, dove la struttura della base  che controllava la pianura ed il bellunese è stata smantellata e nella piana.

 

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