Il ciclo dell’acqua – come lo conosciamo – è da cambiare

Un team di ricercatori ha proposto un nuovo set di diagrammi di rappresentazione del ciclo dell’acqua che illustra anche le interferenze umane in esso. Secondo i ricercatori le modifiche sono necessarie per promuovere una maggior comprensione di come il ciclo dell’acqua funziona davvero nel ventunesimo secolo, tenendo conto delle interferenze dell’uomo in quasi ogni sua fase. Lo studio, pubblicato su Nature Geoscience e con un commento aggiuntivo su Nature, è stato condotto da un ampio team di esperti della Brigham Young University e dell’Università statale del Michigan negli Stati Uniti, dell’Università di Birmingham nel Regno Unito, insieme ad altri partner negli Stati Uniti, in Francia, Canada, Svizzera e Svezia.
Su più di 450 diagrammi che mostrano il ciclo dell’acqua su libri di testo e letteratura scientifica online, l’85% non mostrava alcun tipo di interazione umana e solo il 2% delle immagini faceva qualche tentativo per connetterlo con il cambiamento climatico o con l’inquinamento dell’acqua. In più, quasi tutti gli esempi studiati rappresentavano paesaggi verdeggianti, con clima mite e abbondanza di acqua dolce, di solito con un unico bacino fluviale. Secondo i ricercatori c’è un urgente bisogno di cambiare questa rappresentazione fuorviante ed è cruciale che venga promossa un’immagine e una comprensione più accurata ed evoluta di come funziona il ciclo dell’acqua nel nostro secolo, affinché la società sia in grado di raggiungere delle soluzioni a livello globale per la crisi idrica. “Lo schema del ciclo dell’acqua è un’icona centrale della scienza dell’acqua, ma rappresentando in maniera errata i modi in cui gli esseri umani hanno influenzato questo ciclo diminuisce la nostra consapevolezza sull’imminente crisi idrica globale Lasciando fuori il cambiamento climatico, il consumo umano e i cambiamenti nell’uso del suolo stiamo, in effetti, creando delle grandi lacune nella comprensione e nella percezione tra il pubblico e anche tra alcuni scienziati.
Le nuove rappresentazioni redatte dal gruppo di ricerca mostrano un’immagine più complessa che include elementi come lo scioglimento dei ghiacciai, i danni causati dalle inondazioni dovute alle modifiche di destinazione del suolo, l’inquinamento e l’aumento del livello del mare.

Fonte: Rivista Micron articolo completo qui

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