Il gruppo Hera presenta il primo impianto di produzione di Biomentano da rifiuti organici

Il primo impianto di Biomentano da frazione organica dei rifiuti del gruppo Hera è stato presentato lo scorso 21 settembre in un convegno a Bologna. L’impianto è stato realizzato a Agata Bolognese (BO) all’interno del sito di compostaggio già presente e attivo, senza alcun consumo ulteriore di suolo che consentirà di evitare l’utilizzo di oltre 6.000 tonnellate di petrolio all’anno. L’impianto si allinea  alle migliori tecnologie previste dalla Unione Europea per l’economia circolare e agli indirizzi regionali per il trattamento della frazione organica.

I rifiuti organici saranno soggetti a un processo di biodigestione anaerobica per la produzione di biogas. In sostanza il rifiuto organico, triturato e vagliato, rimarrà per circa 21 giorni in 4 digestori orizzontali, chiusi ermeticamente, dove idonei microrganismi compiranno il processo di digestione producendo biogas, costituito da metano e anidride carbonica, che verrà sottoposto a una operazione di “upgrading” (purificazione) attraversando in controcorrente acqua pressurizzata: l’anidride carbonica si scioglierà separando così il metano. Si otterrà quindi biometano, un gas con una percentuale di metano superiore al 95%, una fonte di energia completamente rinnovabile.
Al termine del processo di digestione, alla parte solida organica in uscita verrà aggiunto materiale lignocellulosico per ottenere una massa compatta che sarà avviata a una fase di compostaggio da cui si ricaverà compost di qualità, utilizzabile come terriccio per vasi o fertilizzante in agricoltura.

Si produrrà biometano senza rinunciare al recupero di materia e alla produzione di compost per agricoltura. Da 100.000 tonnellate annue di rifiuti organici della raccolta differenziata, a cui si sommeranno 35.000 tonnellate dalla raccolta di verde e potature, sarà possibile ricavare a regime 20.000 tonnellate di compost e 7,5 milioni di metri cubi di biometano, evitando un utilizzo di combustibile fossile pari a oltre 6.000 tonnellate equivalenti di petrolio annue pari a 14.600 tonnellate di CO2 evitate. Il biometano potrà così diventare carburante per i veicoli a metano e per il trasporto pubblico locale, grazie a partnership con aziende di trasporto pubblico locale e i cittadini potranno muoversi su automezzi totalmente alimentati dal nuovo combustibile green. Si tratta di un’iniziativa quindi che, se replicata, può rappresentare un contributo importante per la strategia energetica nazionale e per il raggiungimento dei target europei del 20-20-20.

Uno speciale dedicato a questo impianto è contenuto nell’edizione del 26 settembre di e7  pubblicazione di Hera sul tema dell’energia. Nello specifico si affrontano i temi di energia e rifiuti, valutazioni ambientali nel settore bioenergia, e si racconta l’esperienza di Hera in questo settore. Il numero speciale, che contiene anche molti contenuti di approfondimento tramite video interviste, è disponibile al seguente link

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