ISTAT: Rapporto SDGs 2020. Informazioni statistiche per l’Agenda 2030 in Italia

L’Istat presenta la terza edizione del Rapporto sui Sustainable Development Goals (SDGs) adottati con l’Agenda 2030 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. I 17 obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs) e i relativi 169 target bilanciano le tre dimensioni dello sviluppo sostenibile, estendendo l’Agenda 2030 dal solo pilastro sociale a quello economico ed all’ambientale. A questi si aggiunge la dimensione istituzionale; inoltre, numerosi riferimenti sono rivolti al benessere delle persone e all’equa distribuzione dei benefici dello sviluppo, intra e inter generazionale.

Tra i capitoli proposti segnaliamo CAPITOLO 1 | Gli indicatori per lo sviluppo sostenibile: quadro generale

CAPITOLO 3 | Analisi delle misure statistiche per Goal ed in particolare i sottocapitoli:

6 | Acqua pulita e servizi igienico-sanitari

7 | Energia pulita e accessibile

9 | Industria, innovazione e infrastrutture

11 | Città e comunità sostenibili

13 | Lotta contro il cambiamento climatico.

Per quanto riguarda gli indicatori  Energia pulita e accessibile ISTAT  segnala che:  La quota di consumo di energia da fonti rinnovabili sul consumo finale lordo di energia, cresciuta di 5 punti percentuali nel corso dell’ultimo decennio, registra nel 2018 una lieve diminuzione, attestandosi al 17,8% (-0,5 punti percentuali). L’Italia rientra comunque tra i, non numerosi, Paesi Ue che hanno già raggiunto il target nazionale fissato per il 2020.L’apporto da rinnovabili risulta piuttosto eterogeneo a livello settoriale, con quote più ri-levanti per il settore elettrico rispetto al termico e al settore trasporti. L’elettrico continua a rappresentare un traino per l’intero settore delle FER (Fonti Energetiche Rinnovabili): oltre a essere considerevolmente cresciuta nel corso negli ultimi dieci anni (+14 punti per-centuali), la quota di rinnovabili sul consumo interno loro di energia elettrica presenta un netto incremento nel 2018, fino a raggiungere il 34,3%. Il 2018 segna una flessione della percentuale di consumi da rinnovabili sul consumo finale lordo di energia del settore ter-mico mentre aumenta nel settore dei trasporti, che si mantiene comunque al di sotto della traiettoria di sviluppo attesa. Continua il positivo andamento dell’intensità energetica italiana: il rapporto tra consumo interno lordo di energia e Pil ha subito negli ultimi dieci anni una contrazione dell’11% e, nell’ultimo anno del 2,1%, arrivando a 93 tonnellate equivalenti petrolio per milione di euro. Nel 2018, il nostro Paese si colloca al quinto posto nel ranking Ue28. A differenza dell’indu-stria, il settore servizi registra una tendenza all’aumento dell’intensità energetica. Continua a diminuire la percentuale di popolazione con problemi a riscaldare adeguatamen-te l’abitazione fino a raggiungere, nel 2018, il 14,1%. Si tratta di un valore superiore sia ai livelli pre-crisi sia, in misura marcata, alla media Ue28. Le difficoltà aumentano inoltre nelle fasce di popolazione a rischio di povertà, tra i cittadini stranieri e al Meridione.

Per quanto riguarda gli indicatori  Acqua pulita e servizi igienico-sanitari Istat segnala che:  L’Italia detiene il primato europeo del prelievo di acqua per uso potabile in termini assoluti da corpi idrici superficiali e sotterranei, con valori tra i più elevati anche in termini pro ca-pite. Nel 2018 in Italia il volume di acqua complessivamente prelevato per uso potabile si attesta a 9,2 miliardi di metri cubi (419 litri giornalieri per abitante) segnando, per la prima volta dal 1999, una diminuzione rispetto alla rilevazione precedente.Per la quasi totalità dei prelievi per uso civile (99,9%) si sfruttano acque sotterranee e su-perficiali, mentre le acque marine e salmastre costituiscono la fonte residuale. Nel 2018, nelle reti di distribuzione dell’acqua potabile dei 109 comuni capoluogo di pro-vincia/città metropolitana vengono erogati quotidianamente 237 litri per abitante, valore in calo di circa tre litri rispetto al 2016. L’efficienza delle reti si presenta in leggero migliora-mento: la quota dell’acqua immessa che arriva agli utenti finali è pari al 62,7%, circa due punti percentuali in più rispetto al 2016.Nel 2018 in 12 comuni capoluogo di provincia/città metropolitana sono adottate misure di razionamento dell’acqua, quasi tutte nei comuni del Mezzogiorno. In aumento il numero di giorni nell’anno in cui si applica il razionamento. Nel 2019 si riduce di circa due punti percentuali la quota di famiglie che segnala irregolarità nel servizio di erogazione dell’acqua nelle loro abitazioni (8,6%). Il valore è più basso anche rispetto al 2010 (10,8%). Rimane elevata la quota di famiglie che dichiara di non fidarsi a bere l’acqua di rubinetto (29,0%). Permangono ampie le differenze territoriali. Le zone umide d’importanza internazionale (Aree Ramsar) svolgono una necessaria fun-zione ecologica per la regolazione del regime delle acque e come habitat per la flora e per la fauna. Nel 2018 in Italia le zone umide riconosciute e inserite nell’elenco della Convenzione di Ramsar sono 655, distribuite in 15 regioni, per un totale di oltre 80mila ettari.

Il rapporto, il comunicato stampa di presentazione e l’infografica  sono disponibili qui.

Fonte: ISTAT

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