Italy Climate Report 2020 e conferenza nazionale sul clima

La Conferenza nazionale sul clima costituisce l’appuntamento più importante dell’anno di Italy for Climate, l’iniziativa sul clima promossa dalla Fondazione per lo sviluppo sostenibile e da un gruppo virtuoso di imprese organizzata in preparazione della COP26.  La conferenza mira a diventare un evento di riferimento per il dibattito nazionale, l’occasione per fare il punto ogni anno sulla performance dell’Italia in relazione agli obiettivi climatici.

Fulcro dell’edizione 2020 della Conferenza è stata la proposta di adottare la Roadmap per il clima facendone un perno della strategia per la ripresa economica e occupazionale che sarà definita tramite il Recovery plan, dando seguito all’indicazione del Consiglio europeo di destinare almeno il 30% dei finanziamenti europei, oltre 200 miliardi per l’Italia, a misure per il clima. La Roadmap si basa sul conseguimento della neutralità carbonica entro il 2050, obiettivo che dovrebbe essere alla base della Strategia nazionale di lungo periodo, e presenta una proposta di revisione degli obiettivi al 2030, a cominciare dal target sulle emissioni di gas serra, che per l’Italia dovrà raggiungere almeno il 55%, in linea con l’iter europeo che prevede di aggiornare il target 2030. La Roadmap propone, inoltre, una prima articolazione degli impegni tra i principali settori coinvolti, con prospettive di ulteriori elaborazioni anche alla luce del dibattito che sarà avviato con gli stakeholder e delle evoluzioni del quadro normativo e tecnologico. L’Italy Climate Report consente anche di evidenziare eventuali disallineamenti rispetto ai target climatici per avviare un confronto sulle possibili politiche e misure da adottare.

Tra i numerosi interventi della  2 giorni  segnaliamo la presentazione dell’ Italy Climate Report (ICR) 2020.

Il report parte dall’analisi delle dinamiche più recenti in materie di clima ed energia ed esamina quanto accaduto nel mondo delle energie rinnovabili. In termini assoluti, l’Italia presenta ancora valori in linea e spesso migliori degli altri grandi Paesi europei, ma ha perso terreno dal 2014 al 2018: le rinnovabili sono cresciute di meno del 7%, contro il 14% della media europea e tra il 16 e 18% di Francia, Germania e Spagna. L’Italia, nonostante sia particolarmente esposta ai danni causati dal cambiamento climatico, ha rallentato il passo sulla strada della decarbonizzazione. Dopo un decennio di buone performance, che tra il 2005 e il 2014 ha visto diminuire del 27% le emissioni, un taglio di 160 milioni di tonnellate di gas serra, dal 2014 al 2019, in concomitanza con una timida ripresa economica, si è raggiunto appena l’1,6% di riduzione.L’iniziativa di roadmap climatica è una proposta aperta  su cui si intende avviare un confronto con i principali stakeholder nazionali, per declinare in Italia l’ambizioso progetto europeo di diventare la prima regione climate neutral del mondo, con lo scopo di fornire delle indicazioni di indirizzo per i finanziamenti del Recovery Plan nazionale, che secondo Ursula Von der Leyen dovranno essere dedicati, almeno per il 37%, a misure per il clima.

La Roadmap proposta da Italy for Climate per raggiungere la neutralità carbonica entro la metà del secolo prevede una riduzione delle emissioni del 55% rispetto al 1990, a fronte del taglio del 19% registrato al 2019. Per fare questo in appena un decennio sarà necessario raddoppiare la produzione di fonti rinnovabili, portandole nel settore elettrico al 67% della produzione nazionale e facendole crescere in modo significativo anche nella generazione di calore e nei trasporti: complessivamente queste dovranno arrivare a soddisfare dal 18% attuale a circa il 40% del fabbisogno energetico nazionale. Ma questo da solo non basterà. Sarà necessario un miglioramento senza precedenti della efficienza energetica, conseguendo al 2030 una riduzione dei consumi energetici del 43% rispetto allo scenario tendenziale di riferimento. Ma anche questo non sarà sufficiente, se non si metteranno in campo azioni per tagliare del 25/30% anche le c.d. emissioni non energetiche, non derivanti cioè dall’utilizzo energetico dei combustibili fossili, prodotte dai processi industriali, dall’agricoltura e dalla gestione dei rifiuti. Per raggiungere questi risultati I4C individua in primo luogo sei tipologie di interventi trasversali per così dire “abilitanti”: introduzione di un sistema di carbon pricing; il passaggio da un modello lineare a uno circolare e rigenerativo; forte accelerazione nella ricerca e sviluppo e nella diffusione di soluzioni innovative; semplificazione e razionalizzazione delle procedure e degli iter autorizzativi; promozione della cultura della transizione.

Tutto il materiale della conferenza: il rapporto, video, presentazioni sono disponibili nel sito web della conferenza al seguente link

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Fonte: http://italyforclimate.org

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