La sharing mobility riparte. Al via i lavori della 4° Conferenza Nazionale, la 100 giorni sulla mobilità condivisa – disponibili materiali su piattaforma web

La sharing mobility, attraverso il Network dell’Osservatorio Nazionale, sarà protagonista dei 100 giorni della manifestazione dal titolo LessCA, il cui filo conduttore dal punto di vista narrativo sarà quello di trattare temi, elaborare analisi, selezionare soluzioni, promuovere proposte di policy che gettino un ponte tra la condizione di emergenza di oggi e la nuova normalità di domani. La manifestazione si è aperta lo scorso 17 giugno con una conferenza generale di cui sono disponibili online video e materiali.
La manifestazione si svolgerà quest’anno in modalità prevalentemente digitale attraverso il sito www.lesscars.it, una piattaforma innovativa che permetterà agli utenti la fruizione on-demand dei contenuti, delle interviste, delle tavole rotonde e di tutti gli approfondimenti prodotti dall’Osservatorio nazionale della sharing mobility.
La prima giornata  in particolare è stata occasione per fare il punto sulla mobilità post  COVID -19  Un’analisi compiuta dall’Osservatorio  su  Roma, Milano, Torino, Bologna, Cagliari e Palermo, che mette a confronto i valori del mese di maggio con quelli osservati a febbraio 2020, dimostra che bikesharing e monopattini in sharing, siano già tornati quasi ai livelli pre Covid-19, recuperando nell’arco di sole 4 settimane rispettivamente 60 e 70 punti percentuali. Recupera anche il carsharing, ma in termini minori. A causa del distanziamento sociale, bus, tram e metro viaggiano a capacità ridotta e quindi cresce il ventaglio delle soluzioni alternative e sostenibili: pedonalità, bicicletta, scooter sharing, bike sharing, car sharing, monopattini, etc. Al momento di esprimere su una scala di valori da 1 a 5 la sicurezza percepita delle diverse modalità di trasporto, il campione intervistato durante il lock down, premiava i mezzi in sharing, con un punteggio migliore quando non prevedono un abitacolo (3,3 il bikesharing e 2,6 il carsharing), e all’ultimo posto il trasporto pubblico (1,8). Dall’ indagine è emerso quindi che gli italiani non ritengono i servizi di sharing mobility pericolosi e non hanno intenzione di mettere in discussione le abitudini consolidate prima della pandemia.  Il comunicato stampa della prima giornata   qui.

Fonte: osservatorio sharing mobility

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