Online il sito del Registro Italiano per l’Emission Trading

Il sito offre supporto agli utenti del Registro, fornendo informazioni di carattere generale e indicazioni dettagliate sulle procedure da seguire per operare e partecipare al sistema di scambio delle emissioni.

Il Sistema per lo scambio delle quote di emissione dell’Unione Europea (EU ETS), è stato introdotto e disciplinato nella legislazione europea dalla Direttiva 2003/87/CE (Direttiva ETS), è uno dei principali strumenti su cui si fonda la politica dell’UE per contrastare i cambiamenti climatici e uno strumento essenziale per ridurre in maniera economicamente efficiente le emissioni di gas a effetto serra (GHG).

L’EU ETS è il primo, e tuttora il più grande, sistema internazionale per lo scambio di quote di emissione al mondo, è stato istituito nel 2005 ed è attivo in 31 paesi (i 28 dell’UE, più l’Islanda, il Liechtenstein e la Norvegia). Tale sistema limita le emissioni prodotte da oltre 11.000 impianti ad alto consumo di energia e dalle compagnie aeree che operano nello spazio economico europeo (SEE), coprendo circa il 40% delle emissioni totali di gas ad effetto serra prodotte nell’UE.

L’EU ETS opera secondo il principio del “Cap and Trade”. Viene fissato un tetto o limite, che stabilisce la quantità massima che può essere emessa dagli impianti che rientrano nel sistema. Entro questo limite, le imprese possono acquistare o vendere quote in base alle loro esigenze. Le quote rappresentano la valuta centrale del sistema; una quota dà al suo titolare il diritto di emettere una tonnellata di CO2 o l’ammontare equivalente di un altro GHG.

Una volta l’anno, tutte le imprese che partecipano all’UE ETS devono restituire una quota di emissione per ogni tonnellata di CO2eq emessa. Un numero limitato di quote di emissione viene assegnato a titolo gratuito ad alcune imprese sulla base di regole armonizzate di assegnazione applicate in tutta Europa. Le imprese che non ricevono quote di emissione a titolo gratuito o in cui le quote ricevute non sono sufficienti a coprire le emissioni prodotte devono acquistare le quote di emissione all’asta o da altre imprese. Viceversa, chi ha quote di emissioni in eccesso rispetto alle emissioni prodotte, può venderle. Se una società non adempie agli obblighi di conformità (Compliance), vengono applicate sanzioni pesanti.

L’EU ETS copre i gas riportati di seguito con particolare attenzione alle emissioni che possono essere misurate e verificate con un alto grado di precisone:

Anidride carbonica (CO2) derivante da
produzione di energia elettrica e di calore;
settori industriali ad alta intensità energetica, comprese raffinerie di petrolio, acciaierie e produzione di ferro, metalli, alluminio, cemento, calce, vetro, ceramica, pasta di legno, carta, cartone, acidi e prodotti chimici organici su larga scala;
aviazione civile.
Ossido di azoto (N2O) derivante dalla produzione di acido nitrico, adipico e gliossilico e gliossale
Perfluorocarburi (PFC) derivanti dalla produzione di alluminio
La partecipazione all’EU ETS è obbligatoria per le imprese che operano in questi settori, ma in alcuni settori sono inclusi soltanto gli impianti al di sopra di una certa dimensione. Inoltre, alcuni impianti dimensioni ridotte possono essere esclusi qualora le amministrazioni mettano in atto misure fiscali o di altro genere che ne riducano le emissioni di un quantitativo equivalente.

L’inserimento nel Registro dei dati emissivi relativi all’anno 2019 e sua successiva validazione da parte del verificatore associato al conto è obbligatoriamente da produrre sul sito ISPRA (http://www.isprambiente.gov.it/it/servizi-per-lambiente/Registro-italiano-Emission-Trading) entro il 31 marzo.

Fonte: Ispra http://www.isprambiente.gov.it/it/servizi-per-lambiente/Registro-italiano-Emission-Trading

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