Osservatorio nazionale della sharing mobility: il IV Rapporto Nazionale sulla Sharing Mobility

Il Rapporto Nazionale sulla Sharing Mobility IV edizione è stato pubblicato dall’Osservatorio nazionale della sharing mobility promosso dal Ministero dell’Ambiente, Ministero dei Trasporti e dalla Fondazione per lo sviluppo sostenibile.

L’edizione 2020 del Rapporto rappresenta l’ultima tessera di un mosaico che l’Osservatorio nazionale della sharing mobility ha costruito nell’ambito della conferenza nazionale #lessCARS. Un evento digitale durato 4 mesi che ha permesso di indagare e analizzare a fondo tanti aspetti che riguardano il mondo della sharing mobility. Temi tecnici e temi di attualità legati all’emergenza pandemica, ma anche tematiche che guardano al futuro e connesse al mondo della sostenibilità e della green economy.

I contenuti de rapporto 2020

carsharing: gli operatori stanno sviluppando nuovi modelli operativi che si integrano o sono alternativi ai sistemi già esistenti di free-floating (a flusso libero in cui si può iniziare e terminare un noleggio dove si vuole all’interno di un’area dedicata) e station-based (con parcheggi dedicati). Questa evoluzione ha l’obiettivo di offrire un servizio sempre più̀ completo e di intercettare nuovi segmenti di domanda, in continua crescita. I dati ci dicono che nel 2019 sono cresciute le flotte rispetto all’ anno precedente, del 3% in modalità free-floating e del 7% in station based, e che c’è stato un aumento delle iscrizioni del 28,7%.

micromobilità: rappresenta l’insieme dei servizi operativi con veicoli leggeri, poco ingombranti ed elettrici tra cui biciclette, monopattini e scooter. Una macro categoria in espansione nel panorama della sharing mobility che rappresenta una soluzione di maggiore sostenibilità per le città ingolfate dalle auto in movimento (emissioni, traffico, incidentalità) e dalle auto parcheggiate lungo le strade (spazio pubblico sottratto a differenti utilizzi). Ad oggi sono 86 i servizi di micromobilità in Italia nelle città capoluogo di provincia. 1 capoluogo su 3 ha almeno un servizio di micromobilità. Nel ventaglio della micromobilità condivisa, il servizio più diffuso è il bikesharing station-based presente in 26 città, seguito dai monopattini in sharing con 38 servizi in 17 città, dal bikesharing free-floating (13 servizi in 12 città) e dallo scootersharing che è presente solamente in 4 città. Guardando ai numeri più recenti, i servizi di micromobilità sono quelli che meglio hanno ripreso l’operatività dopo le misure di confinamento della prima ondata pandemica.

scootersharing si osserva anche nel 2019 una crescita straordinaria: i veicoli in condivisione sono passati da 150 nel 2015 a oltre 5.000 (+126% rispetto al 2018), di cui oltre il 95% è elettrico. Al 31 dicembre 2019 sono attivi 10 servizi gestiti da 5 operatori, 4 dei quali hanno flotte totalmente elettriche. I noleggi dei motorini in condivisione raggiungono quota 3 milioni triplicando il valore registrato nell’anno precedente. Anche le iscrizioni aumentano del 174% rispetto al 2018.

Imonopattino-sharing, servizio sbarcato in Italia a fine 2019, si sta affermando e diffondendo negli ultimi mesi: tra dicembre 2019 e settembre 2020 i monopattini in condivisione sono passati da 4.900 a 27.150, valore destinato a crescere nei prossimi tempi. I servizi attivi sono passati da 12 a 38 in questo stesso lasso temporale. Il monopattino-sharing, al pari con il bikesharing è il servizio di micromobilità più in crescita nel periodo post lockdown.

bikesharing: i servizi attivi nelle città selezionate al 31 dicembre 2019 sono 39 (+6 rispetto al 2018). La flotta a disposizione è più che triplicata rispetto al 2015, raggiungendo circa 35mila bici. Le bici elettriche in condivisione sono 5.413 (il 15%) e di queste il 70% appartiene a servizi free-floating, che si è rapidamente evoluto verso l’elettrificazione. Crescono verticalmente anche le iscrizioni dei cittadini (+60%), complice il massiccio contributo dei servizi free-floating.

carpooling aziendale: crescono gli iscritti di circa il 27% con il superamento della quota 350 mila, Crescono di conseguenza anche i numeri di viaggi dell’intero settore (+25% come dato medio tra gli operatori rispetto al 2018) e le percorrenze, raddoppiate rispetto all’anno precedente (13 milioni di km condivisi).

Nell’edizione di quest’anno del rapporto trova spazio anche il tema dell’emergenza covid-19. Con dati aggiornati a ottobre 2020 sull’andamento dei servizi della sharing mobility nelle maggiori città italiane, l’Osservatorio fornisce un’analisi degli impatti della pandemia sul settore della sharing mobility in Italia.

Altri approfondimenti sono inoltre dedicati ai temi normativi e regolatori, con particolare attenzione soprattutto ai servizi afferenti al settore del ridesharing italiano e al pacchetto d’interventi legislativi sulla mobilità approvato recentemente in Francia (cd. Loi d’orientation des mobilités).

Il Rapporto è disponibile  qui 

Fonte: Kyotoclub

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