PRESENTATO IL RAPPORTO SUL CAPITALE NATURALE: SARÀ IL FARO NELLA STRATEGIA NAZIONALE PER LA BIODIVERSITÀ

È stato presentato, presso l’Orto Botanico di Roma, il IV Rapporto sul Capitale Naturale predisposto dal Comitato Capitale Naturale. Un documento che avrà il compito di guidare la strategia italiana nella gestione del Recovery Plan, con l’obiettivo di lasciare i sistemi naturali e la biodiversità dell’Italia in uno stato migliore di quello che abbiamo ereditato. Il Capitale Naturale è l’intero stock di risorse naturali, organismi viventi, aria, acqua, suolo e risorse geologiche che contribuisco alla produzione di “servizi ecosistemici” (es. depurazione delle acque, stoccaggio del carbonio, rifornimento di materie prime, protezione dal dissesto idrogeologico e moltissimi altri) da cui noi stessi siamo strettamente dipendenti per il nostro benessere e la nostra economia. Compromettere la natura e i suoi servizi significa compromettere la nostra stessa società, con gravi conseguenze non solo dal punto di vita della salute, ma anche da quello economico (si veda in fondo per alcuni dati esemplificativi). Quantificare dal punto di vista economico questi servizi è quindi fondamentale perché solo comprendendo il reale valore della natura è possibile tutelarla e valorizzarla.
 
Il Rapporto sullo Stato del Capitale Naturale nasce proprio a questo scopo. Istituito dalla legge 221 del 2015, è un appuntamento annuale che serve a fare un bilancio dello stato di salute dei nostri sistemi naturali e a dare una quantificazione biofisica ed economica dei beni e servizi forniti dall’ambiente. Il Rapporto deve, inoltre, dare indicazioni concrete su come integrare queste considerazioni all’interno delle politiche del Paese affinché il Capitale Naturale da cui dipendiamo sia preservato e, dove necessario, ripristinato.
I Rapporti sul Capitale Naturale non sono quindi uno strumento una tantum, ma costituiscono un processo continuo di integrazione del Capitale Naturale in tutte le politiche italiane, per contribuire a porre il paese sulla strada della sostenibilità.
Anche il Quarto Rapporto si inserisce in questo processo e giunge in un momento particolarmente importante per l’Italia, che sta per mettere a punto la nuova Strategia Nazionale per la Biodiversità al 2030.
Il Quarto Rapporto è presentato in occasione della Giornata Mondiale della Biodiversità proprio per mettere in luce il ruolo centrale della tutela della biodiversità per il benessere della nostra società.
 
La Strategia Nazionale per la Biodiversità al 2030
La necessità di preservare il capitale naturale per garantire la resilienza dei nostri sistemi socioeconomici, e la stretta interconnessione tra sviluppo sostenibile, contrasto ai cambiamenti climatici e conservazione della biodiversità sono riconosciuti dai diversi impegni internazionali cui l’Italia ha aderito, quali l’Agenda ONU per lo Sviluppo Sostenibile al 2030, il Green Deal europeo e le Strategie Europee per la Biodiversità al 2030 e Farm to Fork.
In attuazione degli impegni internazionali, nel corso del 2021 sarà definita la nuova Strategia Nazionale per la Biodiversità per il 2030, che verrà impostata proprio a partire dai contenuti e dalle indicazioni derivanti dal Quarto Rapporto sul Capitale Naturale, oltre che dalle lezioni apprese dalla precedente Strategia (2011-2020), come analizzati nel Rapporto conclusivo della stessa.
Il Quarto Rapporto sullo Stato del Capitale Naturale in Italia, assieme ad una pubblicazione divulgativa dello stesso, dal titolo “Capitale Naturale: la nostra eredità”, sono consultabili sul sito web del MiTE qui.
 Fonte: Ministero della Transizione Ecologica

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