Qual è l’impatto del traffico sulla qualità dell’aria?

Durante gli episodi acuti di inquinamento atmosferico si discute spesso di quale sia il principale responsabile del problema: è il traffico la prima sorgente inquinante? Non è invece il riscaldamento, visto che per il PM10 i massimi si registrano in genere nella stagione invernale? Sulla salubrità dell’aria incidono forse di più le emissioni industriali o quelle del comparto zootecnico? L’articolo a cura di Guido Lanzani, Arpa Lombardia fa il punto degli studi in materia riassumendone i risultati.

In conclusione, il traffico, nonostante il progressivo miglioramento, rimane ancora una delle principali – se non la principale – fonte di inquinamento atmosferico, in particolare nelle città, sia per il contributo alle emissioni di ossidi di azoto (che, oltre al superamento dei livelli di NO2, portano in atmosfera alla formazione di PM10 e, durante l’estate, di ozono) sia per le emissioni dirette di PM10 primario. Le emissioni dal tubo di scappamento dovrebbero progressivamente ridursi nei prossimi anni, grazie al rinnovo del parco circolante, con la diffusione dei veicoli euro 6 di ultima generazione e, auspicabilmente, dei veicoli elettrici. Sarà però comunque importante perseguire la riduzione dei chilometri percorsi in auto, in relazione alla lotta ai cambiamenti climatici ma anche, per la qualità dell’aria, all’usura di freni, pneumatici e asfalto oltre che al risollevamento di materiale terrigeno. D’altra parte, per proseguire nel miglioramento della qualità dell’aria fino al completo rispetto degli standard di legge e, in prospettiva, dei valori suggeriti dalle linee guida dell’Organizzazione mondiale della sanità, è necessario continuare anche nella riduzione delle emissioni dagli altri settori: dal comparto riscaldamento – per la legna in relazione al PM10, ma anche al Benzo(a)pirene – al settore agricolo e zootecnico – in particolare per l’ammoniaca – e a comparto industriale, ancora rilevante in generale per gli ossidi di azoto e, localmente, in maniera diversificata a seconda del contesto.

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Fonte: rete SNPA

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