Rapporto sulla gestione dei rifiuti urbani in Sardegna

È disponibile online il 16° Rapporto sulla gestione dei rifiuti urbani in Sardegna (dati relativi al 2014). La situazione descritta conferma i trend in atto negli anni precedenti compresa la prima posizione della regione tra le regioni del sud per quanto riguarda la percentuale dei rifiuti differenziati. Viene segnalata una criticità negli impianti di trattamento/ smaltimento dovuta in parte al rinnovo degli impianti esistenti.

In sintesi:

  • Si conferma il trend decrescente dei rifiuti urbani (RU) totali raccolti in Sardegna anche se più modesto rispetto agli anni scorsi (-1,04 %); nel 2014 infatti sono state raccolte 725.027,19 tonnellate di RU contro le 732.667,90 del 2013;
  • La frazione di rifiuti destinati allo smaltimento è risultata pari a 340.777,74 tonnellate, mostrando una diminuzione globale di ben 19.267 t rispetto al dato 2013;
  • la raccolta differenziata (RD) che nel 2013 aveva raggiunto 372.623,41 tonnellate di rifiuti ha subito un ulteriore incremento del 3,1% attestandosi sulle 384.249,45 tonnellate passando quindi dal 50,9% dello scorso anno all’attuale 53,0%;
  • La percentuale di raccolta differenziata della Regione supera decisamente la media nazionale del 45%, situandosi al di sopra delle altre regioni del Sud Italia e molto prossima alle migliori regioni del Centro-Nord;
  • A livello locale si osservano risultati di eccellenza con 80 comuni (prevalentemente di piccole dimensioni) che hanno ampiamente superato la soglia del 70% di raccolta differenziata, 176 sono i comuni che hanno raggiunto e superato il 65% di Raccolta differenziata; anche alcuni centri di media dimensione ed alcuni comuni turistici raggiungono risultati di eccellenza. Fra i capoluoghi, ad eccezione di Olbia, Cagliari e Sassari, tutti superano il 50% di raccolta differenziata;
  • Sul fronte impiantistico nel 2014 si registra la fermata totale per i lavori di adeguamento dell’impianto di compostaggio di Tempio ed il finanziamento dei lavori di revamping dei due inceneritori esistenti, mentre non sono stati completati gli ulteriori impianti di compostaggio previsti dal piano regionale dei rifiuti. Inoltre, malgrado il calo del conferito a discarica, è stato necessario autorizzare l’incremento delle volumetrie disponibili in alcuni impianti per sopportare le necessità di smaltimento comunque esistenti.

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