Rifiuti organici, CIC: ‘Crescono gli impianti ma serve un maggior impegno della politica’

Alla  Conferenza sul Compostaggio e la Digestione Anaerobica del rifiuto organico organizzato da CIC, European Compost Network e ISPRA, che si è svolta ad Ecomondo, in occasione del 25ennale della fondazione del CIC, si è discussa la necessità di nuove infrastrutture e la tematica della corretta gestione di sfalci e potature.

In particolare, secondo una prima elaborazione da parte del CIC del Rapporto Rifiuti ISPRA 2017, crescono gli impianti di trattamento del rifiuto organico (+6%), passando da 308 a 326: il compostaggio aumenta di 13 unità mentre gli impianti integrati di DA e compostaggio di 5. L’Italia continua ad avere due velocità dal punto di vista dell’impiantistica: mentre nel Nord ci sono comuni con la raccolta differenziata all’85%, al Sud ci sono casi in cui siamo fermi al 5%. Al Sud ci sono situazioni virtuose, ma manca tutta l’impiantistica.  Gli impianto non necessariamente devono essere costruiti ex novo: in un’ottica di green economy potrebbero sorgere su aree industriali o discariche dismesse o abbandonate. Il CIC chiede alla politica di fare un piano infrastrutturale del settore del recupero e riciclo del rifiuto organico, settore che ha dimostrato negli ultimi 25 anni di crescere e di autosostenersi, anche senza incentivi.

Il convegno ha poi focalizzato l’attenzione sul tema della qualità della raccolta, del compost prodotto, dei fertilizzanti organici, dei manufatti compostabili. La purezza media dell’umido che viene raccolto nelle città italiane è superiore al 95%, le impurità sono pari al 5%, molte utenze purtroppo conferiscono abitudinalmente l’umido nei sacchetti di plastica non compostabile. Il convegno è proseguito presentando eccellenze in tema di buone pratiche.

Fonte: Eco dalle Città   –  Articolo al seguente link

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