RIFIUTI URBANI: I FABBISOGNI IMPIANTISTICI ATTUALI E AL 2035

Lo studio pubblicato da Utilitalia nei giorni scorsi, basandosi su dati ufficiali e su conoscenze tecniche, si pone l’obiettivo di definire il fabbisogno impiantistico italiano per il trattamento dell’organico raccolto in modo differenziato nonché per il recupero energetico dei rifiuti urbani residui e dei rifiuti speciali da urbani, allo stato attuale ed al 2035. Il 2035 è il limite temporale fissato dalle direttive eu¬ropee sull’economia circolare per il conseguimento degli obiettivi in termini di rici¬claggio effettivo al 65% e di riduzione del ricorso allo smaltimento in discarica entro il 10%.

Lo studio è disponibile qui 

Per conseguire gli obiettivi fissati dal pacchetto Ue sull’economia circolare al 2035, servono nel nostro Paese oltre 30 impianti per il trattamento dei rifiuti organici e per il recupero energetico delle frazioni non riciclabili.

Gli attuali impianti di trattamento dei rifiuti urbani sono numericamente insufficienti e mal dislocati sul territorio, costringendo il nostro Paese a continui viaggi dei rifiuti tra le regioni e a ricorrere in maniera ancora eccessiva allo smaltimento in discarica.  Senza una decisa inversione di tendenza sarà impossibile raggiungere i target UE che prevedono sul totale dei rifiuti raccolti, entro 15 anni, il raggiungimento del 65% di riciclaggio effettivo e un utilizzo della discarica per una quota inferiore al 10%. Considerando la capacità attualmente installata, se si vogliono centrare gli obiettivi europei e annullare l’export di rifiuti tra le aree del Paese, il fabbisogno impiantistico ammonta a 5,7 milioni di tonnellate. Su base annua e nello specifico, il Nord risulterà autosufficiente per l’organico e in debito di 150mila tonnellate per la termovalorizzazione; il Centro avrà bisogno di termovalorizzare ulteriori 1,2 milioni di tonnellate e di trattarne altrettante di organico; al Sud avrà un fabbisogno di recupero energetico di 600mila tonnellate e di 1,4 milioni di tonnellate per l’organico; per la Sicilia il deficit sarebbe di 500mila tonnellate per l’incenerimento e 600mila tonnellate per l’organico; la Sardegna sarebbe invece autosufficiente per l’organico ma presenterebbe un deficit di 80mila tonnellate per la termovalorizzazione. gli ultimi dati mostrano che sono state ancora smaltite in discarica 6,4 milioni di tonnellate di rifiuti urbani; 310mila di questi sono stati trattati in Regioni diverse da quelle di produzione. La vita residua delle discariche attive è in esaurimento: per il Nord si prospettano ancora 7-8 anni; per il Centro 6-7 anni; per il Sud 2-3 anni. Al momento l’Italia avvia a discarica una media del 20,2% dei rifiuti urbani trattati, mentre l’Unione Europea ci impone di scendere al di sotto del 10% nei prossimi 15 anni: a questo ritmo di conferimento, saremo obbligati a scegliere se costruire nuovi impianti o continuare a portare la spazzatura in discarica, sottoponendo il nostro Paese a nuove procedure di infrazione.

La carenza e la cattiva dislocazione degli impianti è la prima causa dei viaggi dei rifiuti lungo la Penisola, con importanti costi in termini economici e ambientali. Per trasportare le 2,7 milioni di tonnellate di rifiuti trattati in regioni diverse da quelle di produzione, nel 2018 sono stati necessari 107 mila viaggi di camion, pari a 49 milioni di chilometri percorsi: ciò ha comportato l’emissione aggiuntiva di 31.000 tonnellate di CO2 e 75 milioni di euro in più sulla Tari (il 90% dei quali a carico delle regioni del Centro-Sud). Solo nel 2018, oltretutto, l’Italia ha pagato ben 70 milioni di euro per multe dalla UE per le inadempienze che sono state contestate sulla gestione dei rifiuti. La realizzazione di nuovi impianti, oltretutto, comporterebbe ulteriori vantaggi in termini ambientali. Con il biometano prodotto attraverso il trattamento della frazione organica e l’energia elettrica rinnovabile degli inceneritori, si potrebbero soddisfare rispettivamente le necessità energetiche di circa 230.000 e 460.000 fa¬miglie, pari a circa, rispettivamente, 700.000 e 1,4 milioni di abitanti ogni anno.

Fonte: Utilitalia

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