Sacchetti per ortofrutta un anno dopo

In occasione di Marca, fiera bolognese dedicata alle marche del distributore, Novamont ha presentato i risultati di una ricerca commissionata all’Istituto Nielsen per valutare, a distanza di un anno, gli effetti sul consumo di prodotti ortofrutticoli  dell’introduzione, a titolo oneroso per il consumatore, dei sacchetti biodegradabili e compostabili per il confezionamento di frutta e verdura sfusa.

La ricerca evidenzia che l’introduzione delle buste biodegradabili a pagamento non ha influito sul comportamento delle persone. Quasi due consumatori su tre preferirebbero che i sacchetti fossero di una plastica biodegradabile più robusta e vorrebbero che fossero disponibili più formati a seconda del tipo di prodotto e della quantità da acquistare. Dallo studio emerge inoltre che gli italiani sono a conoscenza della normativa (97% del campione intervistato) e del fatto che preveda il pagamento dei sacchetti (99%).

Lo studio conclude che bisogna di lavorare sul miglioramento del servizio correlato al prodotto sfuso: dall’irrobustimento dei sacchetti bio (suggerita dal 69% del campione) alla diversificazione dei formati per permetterne il riciclo come sacchetti dei rifiuti organici (suggerita dal 64%).

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Fonte: Polimerica.it

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