Stati Generali #acquepulite

Si sono svolti a Roma il 24 marzo 2015 gli Stati Generali Acque Pulite, convegno organizzato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri tramite Italia Sicura, la struttura di missione istituita contro il dissesto idrogeologico e per lo sviluppo delle infrastrutture idriche. Tra i relatori: Gian Luca Galletti (ministro dell’Ambiente), Claudio De Vincentis (vice ministro dello Sviluppo economico) ed Erasmo D’Angelis (coordinatore #italiasicura), Giovanni Vallotti (presidente federutility), Pier francesco Maran (ANCI), Ermete Realacci (presidente della VIII Commissione Ambiente della Camera), Giuseppe Marinello (Presidente Commissione Ambiente Senato).

Dagli interventi emerge un quadro critico del nostro pese per quanto riguarda la gestione della depurazione dell’acqua. In Italia circa 9 milioni di persone, infatti, hanno ancora problemi di quantità e qualità di acqua al rubinetto, in particolare al sud (esclusa la Puglia), mentre le dispersioni in rete sono del 37% a livello nazionale e di circa il 50% nel mezzogiorno Vi sono ritardi stimati di 20 anni nella riorganizzazione del servizio idrico: Il sistema idrico, di fognature e depurazione è a un livello insostenibile, così come inaccettabile è l’inquinamento dei corsi d’acqua dovuto alla loro assenza, ha osservato D’Angelis, parlando di una scarsa cultura del rispetto di un bene comune fondamentale e di una licenza di inquinare 3 italiani su 10 non sono ancora allacciati a fognature o depuratori, quasi la maggioranza di questi in Sicilia, Calabria, Campania, il 30% in Lombardia e Friuli.

A 21 anni della legge Galli del 1994, che dettava le regole per la gestione dell’acqua, cinque Regioni non hanno ancora definito l’assetto degli enti d’ambito e i gestori: Sicilia, Calabria, Campania, Lazio e Molise. il 56% delle acque non è monitorato e dunque non si hanno certezze sulla loro qualità.

Federutility calcola che oltre 170.000 km di condotte (125.000 per acquedotti) sono da rifare o ristrutturare, 51.000 sono i km di nuove reti necessarie al sistema idrico (30.000 per l’acqua e 21.000 per le fognature). Per ciò servono 65 miliardi di investimenti in 30 anni nei Piani di Ambito. La media degli investimenti realizzati dai gestori dei servizi idrici è di 34 euro/abitante anno, si abbassa a 28 se si considerano le gestioni comunali che investono meno di 10 euro/abitante anno,  in Europa si investono: 80 euro in Germania, 90 euro in Francia, 100 euro in Gran Bretagna, 120 euro in Danimarca. L’effetto positivo sui livelli occupazionali stimato da Federutility è di circa 160.000 – 220.000 posti di lavoro.

Nel corso dei lavori è stato presentato il nuovo portale dell’acqua (http://www.acqua.gov.it) che raccoglie e divulga in formato opendata i contenuti tecnici relativi al mondo dell’acqua forniti da diverse Amministrazioni e disponibili in formato open data e su mappa interattiva. I dati sono anche visualizzabili attraverso mappe tematiche interattive.

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