Tar di Lecce: il comune non può ordinare il ripristino dell’acqua a chi non paga

Il Tar di Lecce (prima sezione) ha accolto i ricorsi avanzati dall’Aqp contro l’intimazione del comune di Nardò a ripristinare il servizio idrico a soggetti morosi Secondo il TAR il sindaco non può usare il potere dell’ordinanza per obbligare l’Acquedotto pugliese (società pubblica controllata dalla Regione Puglia) a ripristinare la fornitura dell’acqua verso stabili dove c’è un fenomeno consolidato di morosità. Il Tar rileva che lo strumento dell’ordinanza contingibile ed urgente, il riferimento è agli ex articoli 50 e 54 del Testo unico enti locali, non può essere utilizzato dal Comune, estraneo al rapporto contrattuale gestore-utente, per vietare al gestore del servizio idrico l’interruzione della fornitura nei confronti di singoli utenti morosi, impedendo in tal modo al medesimo gestore di azionare i rimedi di legge tesi ad interrompere la somministrazione di acqua nei confronti di utenti non in regola con il pagamento della prevista tariffa Per il Tar l’utilizzo, da parte del sindaco di Nardò, del potere di ordinare alla società Aqp spa il ripristino della fornitura idrica in favore di alcuni condomini, risultati ripetutamente inadempienti all’obbligo di pagare gli oneri di utenza, costituisce indebita interferenza dell’autorità amministrativa in una controversia concernente il mancato adempimento di obblighi di natura contrattuale.

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