TARI: premiare il riutilizzo è possibile – a cura di LEOTRON

Andrea Valentini, Direttore Scientifico di Rete ONU, fa luce su come sia possibile premiare i negozi dell’usato che permettono il conferimento di beni riutilizzabili da parte delle utenze.

I costi della gestione dei rifiuti prodotti dalle utenze sono governati attraverso l’applicazione della TARI, una tariffa computata sulla base di alcuni parametri descrittivi dell’utenza ed aventi carattere presuntivo e, nei territori più virtuosi, anche attraverso la contabilizzazione delle quantità di rifiuto effettivamente prodotte dal cittadino. Negli ultimi anni si è meglio compreso che la modalità di contabilizzazione dei rifiuti determina anche a quale obiettivo della direttiva europea è meglio associato il comportamento dell’utenza. Per esempio, il metodo più utilizzato, ovvero quello di contabilizzare solo la produzione del rifiuto indifferenziato, riesce a ben rappresentare la capacità dell’utenza nel ridurre la quantità di rifiuto destinato a discarica e, quindi, indirettamente a indicare la sua capacità di differenziare rifiuti. Laddove invece, oltre al rifiuto indifferenziato, il sistema preveda la contabilizzazione di più tipologie di rifiuto prodotte dall’utenza, il metodo riesce a rappresentare anche la capacità dell’utenza nelle sue azioni di prevenzione e, quindi, di rispetto dell’obiettivo più importante nella gestione dei rifiuti.

ale soluzione, tuttavia, a parte rari casi nel Nord Europa, non ha mai trovato facile applicazione, in quanto rifiuti diversi necessitavano di parametri economici diversi, con notevole incremento della complessità di calcolo, del numero di parametri scelti discrezionalmente dall’Ente e di comprensione da parte delle utenze.

Il Comune di Terre Roveresche è riuscito a trovare una soluzione semplice a tale criticità, riconducendo le quantità di ogni tipologia di rifiuto ad un unico parametro: la produzione di CO2. Attraverso fattori di emissione individuati dalla letteratura, quali ad esempio il modello WARM della Agenzia per l’ambiente statunitense EPA, o quello dell’Agenzia inglese WRAP, ad ogni tipologia di rifiuto conferita dall’utente associa il corrispondente valore di produzione di CO2, per cui, nel computo finale, l’utente dovrà pagare una quota della tariffa rifiuti in base alla quantità di CO2 prodotta. I fattori di emissione, inoltre, non dipendono solo dalla tipologia di rifiuto, ma anche dal suo destino, ovvero se tale materiale è destinato a riciclo, riutilizzo, discarica, compostaggio, ecc., permettendo per esempio di computare un impatto diverso se l’utente conferisce un bene durevole al gestore rifiuti (che lo ricicla) o ad un operatore dell’usato (che lo riutilizza).

Per garantire l’affidabilità nel computo della CO2 prodotta dall’utenza, il Comune, inoltre, ha scelto di avvalersi di una metodologia validata, da RINA Services Spa, ai sensi della norma UNI EN ISO 14064-2:2012, la Carbon WastePrint, che, oltre al rispetto degli standard internazionali, ha permesso di certificare, per l’anno 2019, un risparmio di 2.352 tonnCO2eq, corrispondenti ad altrettanti crediti di CO2 secondo lo standard VER (Verified Emission Reductions) e, quindi, ottenere ulteriori potenziali ricavi attraverso il mercato delle emissioni.

Ed è proprio tale capacità del sistema di individuare, con un solo parametro, svariati comportamenti da parte delle utenze che rende la soluzione proposta dal Comune di Terre Roveresche facilmente applicabile a diversi scenari di gestione rifiuti e, soprattutto, che permette di evidenziare l’importanza del ruolo dell’operatore dell’usato nel sistema rifiuti, fornendo all’utenza che sceglie di riutilizzare un bene un vantaggio, anche in termini economici, rispetto all’abituale conferimento, per esempio, presso un Centro di Raccolta.

Per evidenziare ancor più tale elemento, nel nuovo regolamento TARIP approvato del Comune con Delibera di Consiglio Comunale n. 50 del 30 settembre 2020, è stato volutamente inserito uno specifico comma all’articolo 24 che tende a premiare, attraverso uno sconto del 70% sulla quota variabile calcolata della tariffa, tutte le strutture che permettono il conferimento di beni riutilizzabili da parte delle utenze (come i Centri del Riuso e gli operatori dell’usato) purché siano in grado di attivare un sistema di registrazione del conferimento da parte dell’utenza, e successiva trasmissione dell’informazione al sistema centrale del Comune.

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Fonte: Leotron

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