Fare i conti con l’ambiente: innovazione e progettualità per vedere più “verde” in un futuro sempre meno roseo.

Il bilancio finale del coordinatore scientifico di Ravenna2012, Alfonso Andretta: “Proviamo  a fare i conti col futuro”

 

 

Ravenna, 2 ottobre 2012

 

Si è chiusa con un grande successo la manifestazione “Fare i conti con l’ambiente”-Ravenna2012.

Tracciamo un bilancio insieme al coordinatore scientifico, ing. Alfonso Andretta:

Mi sembra che emergano due aspetti in relazione all’edizione appena conclusa di Ravenna2012. Il primo e’ che gli eventi formativi allargano il campo dei fruitori coinvolgendo le nuove generazioni, soprattutto a livello locale. Il secondo, apparentemente in antitesi con il primo, e’ che le voci ascoltate a Ravenna sono sempre piu’ internazionali e coinvolgono esperti provenienti da tanti paesi. Dunque, fare i conti con l’ambiente consente di crescere a livello locale ascoltando anche le voci di chi viene da lontano

 

Sulla base di quali esperienze dirette è possibile fare queste osservazioni? Ravenna 2012 – prosegue Andretta – ha avuto piu’ di 60 eventi in tre giorni, va da se che non mi e’ stato possibile seguire direttamente tutto. Ma, ad esempio, in un labmeeting dedicato all’energia, mi ha fatto molto piacere ospitare una ventina di studenti provenienti da istituti tecnici che, nonostante la complessità degli interventi proposti, hanno seguito interessati i temi trattati.

 

E in relazione al tema dell’internazionalità degli interventi?

Oltre al bilancio dopo 20 anni dalla conferenza di Rio, ho avuto modo di assistere ad una presentazione di un ricercatore americano che e’ stata molto interessante. Nel labmeeting dedicato alla cogenerazione abbiamo avuto l’intervento di Sam Sofer che si occupa di applicazioni miniaturizzate dei processi di biodegradazione. Oltre ad avere gia’ messo a punto sistemi per la depurazione indoor, Sam sta studiando applicazioni in grado di produrre energia da fenomeni di biodegradazione, si tratta delle cosi dette microbial fuel cell. Una delle frontiere della ricerca in tema di produzione di energia  e’ quella delle fuel cell. Si tratta (come ci e’ stato spiegato dall’ing. de Pascale dell’università’ di Bologna e dal prof Spina dell’università di Ferrara) di dispositivi che permettono di ottenere elettricità direttamente da certe sostanze, tipicamente da idrogeno ed ossigeno, senza che avvenga alcun processo di combustione termica. Bene Sam Sofer ha parlato di una particolare categoria di fuel cell: le microbial full Cell che sfruttando l’attività di batteri in grado di degradare sostanza organica producono elettricità. Grazie a tali fenomeni bioelettrochimici, potremo depurare acqua contaminata per produrre energia. 

 

Si tratterebbe du una vera e propria rivoluzione?

Esatto – conferma Andretta – non occorre bruciare combustibili, ma per avere energia basterebbe depurare (dunque abbiamo un doppio beneficio) liquidi con elevato contenuto di sostanza organica e, cioè, ricche di cibo per i batteri. Al momento le mfc sono  studiate in molte università, ma di prototipi a scala reale, per quanto ne sappia io, non ce ne sono. Dunque, le mfc al momento sono una grande speranza, ma nella corsa verso l’applicazione pratica di tali concetti, vedo Sam Sofer favorito rispetto ad altri team di studiosi, proprio per i suoi studi connessi alla possibilita’ di ridurre le dimensioni dei bioreattori.

Dunque a Ravenna, si e’ parlato del futuro?

Fare i conti con l’ambiente – conclude Andretta – , per me significa prima di tutto provare a fare i conti con il futuro, ed uno dei contributi che questa manifestazione puo ‘ offrire e’ anche quello di provare ad informarci sulle tecnologie innovative. Vogliamo a vedere un po piu di verde in questo futuro sempre meno roseo.

 

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