UNI propone una norma per uniformare i colori dei cassonetti della raccolta differenziata nei comuni italiani

É  stata pubblicata, lo scorso 30 settembre, la norma UNI 11686:2017 Gestione dei rifiuti – Waste visual elements – Elementi di identificazione visiva per i contenitori per la raccolta dei rifiuti urbani.

La UNI 11686 definisce un sistema omogeneo sul territorio nazionale di colori e ulteriori elementi di identificazione visiva che possono facilitare il riconoscimento del cassonetto corretto  nel quale conferire la specifica tipologia di rifiuti da parte dell’utente. L’obiettivo della  norma è far si che i cittadini riconoscano facilmente i cassonetti e conferiscano correttamente i rifiuti differenziati anche quando si trovano in comuni diversi dal proprio. Attualmente in Italia i Comuni possono decidere autonomamente i colori dei contenitori i contenitori per la raccolta differenziata per cui a livello nazionale troviamo un sistema estremamente disomogeneo di abbinamento colore – tipologia di rifiuto: a Roma il cassonetto verde è sinonimo di indifferenziato mentre a Milano e Napoli accoglie solo ed esclusivamente il vetro. I romani gettano vetro plastica e metallo nel cassonetto blu che a Milano non esiste mentre a Napoli accoglie l’indifferenziato. La norma, spiega Giovanni Bragadina (esperto del gruppo di lavoro UNI ‘Attrezzature e macchine per la raccolta dei rifiuti’ della Commissione Ambiente),  prevede l’utilizzo di adesivi e di pannelli con colori e grafiche che caratterizzano ogni tipologia di rifiuto. Una semplice riqualificazione grafica migliora l’estetica e, soprattutto, spinge a migliorare la purezza dei materiali conferiti a tutto vantaggio del reale avvio al recupero di materia. Standardizzare, spiega Bragadina, significa anche omogeneizzare e abituare costruttori e utenti a produrre e usare oggetti che divengono consueti; ne derivano quindi le economie di scala di produzione, i minori stock di magazzino di componenti standard, la velocità di reperimento di ricambi.

Va tuttavia ricordato che l’adesione alla normativa UNI è di carattere volontario.

L’Italia è il primo Stato a livello europeo a dotarsi di questa norma che intende, tra l’altro, favorire l’obiettivo UE di raggiungimento del 65% di raccolta differenziata e del 50% di reale avvio a recupero.

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