Il cambiamento climatico, la variabilità delle precipitazioni e la scarsità idrica rendono sempre più indispensabile, soprattutto nell’area mediterranea, una pianificazione sostenibile della risorsa idrica, basata su una gestione che integri approvvigionamento, distribuzione, depurazione e monitoraggio dell’intero sistema idrico. Il progetto europeo SHARE.MedWATER si pone come obiettivo dare risposta alle crescenti pressioni sulla disponibilità idrica e sviluppare una gestione più efficiente, resiliente e sostenibile dell’acqua nel Mediterraneo.
SHARE.MedWATER rappresenta un passo strategico verso una gestione dell’acqua più circolare, resiliente e partecipata nel Mediterraneo. Integra, infatti, innovazione tecnologica, armonizzazione normativa e coinvolgimento delle comunità locali.
Al progetto partecipano 10 partner e undici partner associati di 7 Paesi mediterranei, tra cui ENEA per l’Italia. L’investimento previsto è 4 milioni di euro.
La principale novità del progetto riguarda lo sviluppo di uno strumento di supporto alle decisioni a scala distrettuale per valutare il contributo delle risorse idriche alternative – acqua piovana, acque grigie e acque reflue trattate – nella riduzione dei prelievi da fonti tradizionali e per orientare le scelte degli stakeholder.
Questo progetto promuove la raccolta, lo stoccaggio, il trattamento e il riuso delle risorse idriche alternative, integrando approcci comunitari decentralizzati con modelli distrettuali scalabili. L’obiettivo finale è dunque consentire ai Paesi del Mediterraneo di affrontare siccità prolungate, eventi estremi e la progressiva riduzione delle risorse idriche
Il progetto rivolge particolare attenzione alle aree rurali e insulari, dove gli impatti della scarsità idrica sono più evidenti. Prevede sette progetti pilota: in Italia, sarà realizzato nel Comune di Cervia (Emilia-Romagna) per il riutilizzo delle acque meteoriche.
Nel corso del progetto, saranno sviluppati due casi studio a scala distrettuale, modelli replicabili, accompagnati da un programma di capacity building transfrontaliero e da un’analisi comparata dei quadri normativi sul riuso idrico. Lo strumento di supporto alle decisioni sarà implementato e validato attraverso l’applicazione ai casi studio per supportare le amministrazioni locali nella valutazione di scenari economici, ambientali e sociali legati all’integrazione delle risorse idriche alternative in contesti territoriali differenti.
Inoltre, è stato condotto un sondaggio sull’accettabilità sociale del riutilizzo delle acque trattate nelle sette aree pilota, con l’obiettivo di rilevare percezioni, aspettative e preoccupazioni di cittadini e stakeholder. Le informazioni raccolte – adesso in fase di elaborazione – contribuiranno a orientare lo sviluppo di strategie di riuso più efficaci, inclusive e coerenti con i diversi territori.
Fonte: ENEA

