È entrato nella fase operativa l’accordo tra i centri di ricerca dei gruppi Hera Iren e Smat che ha l’obiettivo di sviluppare innovazione tecnologica e qualità del servizio idrico. I primi 9 progetti sono stati presentati in una conferenza stampa presso il Centro Ricerche SMAT. L’investimento previsto è di per oltre 1,2 milioni di euro, 21 ricercatori impiegati nei prossimi 2 anni. Il ritorno economico valutato con l’applicazione a regime dei risultati della ricerca, in un arco temporale di 5 anni, è di 4,8 milioni di euro. I nuovi progetti si occuperanno di sviluppo industriale, di tecniche e di sistemi per ottimizzare l’efficienza di reti e impianti, riducendone i costi gestionali, e per affinare i trattamenti e i sistemi di controllo della risorsa idrica distribuita. Si concentreranno sulla messa a punto di sofisticate tecniche di controllo on line e sul monitoraggio delle acque. In particolare, verranno studiati sistemi innovativi per ridurre l’impatto ambientale della potabilizzazione e la depurazione delle acque reflue, modalità smart per la disinfezione nella distribuzione (con dosaggio controllato e allerte nel caso di contaminazioni), sistemi di analisi in tempo reale della qualità dell’acqua su dispositivi mobili e metodi statistici per l’elaborazione del fabbisogno idrico. Un altro filone di ricerca sarà lo studio e la elaborazione dei dati che arrivano ai centri di telecontrollo reti e impianti: permetteranno di migliorare le analisi predittive su eventuali anomalie e i piani di manutenzione programmata.