Il Comune di Bologna e associazioni di volontariato hanno firmato un patto di collaborazione per il recupero, il riuso e la valorizzazione di biciclette in stato di abbandono che saranno usate per progetti sociali e donate in comodato gratuito per favorire la mobilità sostenibile.

Il Comune di Bologna e l’associazione L’Altra Babele (capofila delle associazioni partecipanti) hanno firmato un patto di collaborazione per il recupero, il riuso e la valorizzazione di biciclette in stato di abbandono e delle loro componenti da utilizzare per la riparazione o l’assemblaggio di nuove biciclette. Alla proposta progettuale, partecipano anche in forma aggregata C.S.A.P.S.A. Coop. Sociale – Chiusi Fuori, FIAB Monte Sole Bike Group APS , I Pedalalenta Fiab Castel Maggiore Terre di Pianura, Leila-Bologna la biblioteca degli oggetti APS, Ruota Libera Tutti ASD, Salvaiciclisti-Bologna APS, Tana dei Saggi ETS e Vitruvio ASD.
Il progetto propone un percorso per favorire l’occupazione di persone con disagio sociale, la riduzione e la prevenzione dei rifiuti e promuovere la mobilità spstenibile.
Le biciclette rimosse e recuperate, decorso il termine previsto per l’eventuale rivendicazione da parte dell’avente diritto, sono qualificate come beni mobili abbandonati suscettibili di riuso o rigenerazione e, in quanto tali, non sono inserite nel circuito della gestione dei rifiuti.
Questi beni sono affidati all’associazione e destinati al riuso o alla rigenerazione, e sono depositati presso i locali dell’Associazione, che ne assume la custodia e la responsabilità dalla presa in carico. L’associazione provvede alla verifica tecnica delle biciclette affidate, alla selezione di quelle effettivamente riutilizzabili o rigenerabili, oltre all’individuazione delle eventuali componenti o beni definitivamente non recuperabili. Le biciclette non riutilizzabili diventeranno rifiuti prodotti dall’associazione e saranno gestiti nel rispetto della normativa ambientale vigente. A questo scopo l’associazione si avvaloreranno di soggetti esterni autorizzati al recupero e trattamento dei rifiuti, con i quali hanno stipulato specifici accordi per il conferimento e la gestione del materiale ferroso e dei componenti in gomma e plastica.
Il patto di collaborazione stipulato si pone questi obiettivi:
- ridurre la produzione di rifiuti e l’impatto ambientale attraverso il riuso di biciclette e componenti meccaniche
- promuovere la mobilità sostenibile e il decoro urbano
- recuperare biciclette idonee alla circolazione ai sensi del Codice della Strada
- attivare percorsi educativi, formativi e inclusivi coerenti con le finalità statutarie dei proponenti
- favorire l’inclusione sociale e l’autonomia di persone fragili e vulnerabili
- restituire alla comunità i beni rigenerati mediante donazione/comodato o cessione a costi calmierati
I proponenti:
- prenderanno in carico delle biciclette messe a disposizione dal Comune a seguito delle operazioni di rimozione effettuate dal concessionario incaricato
- terranno in deposito e custodia delle biciclette nei propri locali
- eseguiranno operazioni di riparazione e assemblaggio di biciclette mediante il riutilizzo di componenti idonei
- verificheranno l’idoneità tecnica e funzionale delle biciclette rigenerate
- realizzeranno eventuali laboratori, attività educative e percorsi di apprendimento
- doneranno in comodato o cessione a costi calmierati delle biciclette rigenerate a soggetti fragili, persone a basso reddito, studenti, lavoratori precari
- predisporranno azioni di sensibilizzazione sui temi dell’economia circolare, della mobilità sostenibile e della prevenzione dei furti
Le eventuali cessioni a titolo oneroso avverranno nel rispetto della normativa fiscale e tributaria applicabile ai singoli proponenti. L’attività in ogni caso non dovrà assumere carattere imprenditoriale né commerciale prevalente.
Il patto ha durata di due anni, con decorrenza dalla data di sottoscrizione. Alla scadenza, potrà essere rinnovato per una sola volta, per un ulteriore periodo di due anni, previa valutazione positiva delle attività svolte e dei risultati raggiunti, oltre all’assenza di motivi ostativi, mediante atto espresso tra le parti.
Fonte: Comune di Bologna

