Hera ha presentato in questi giorni un nuovo progetto Life, co-finanziato dalla UE, che vuole sperimentare nuovi strumenti per la raccolta, la gestione e la tracciabilità dei RAEE (Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche).
Ne parliamo con l’Ing. Paolo Paoli (Innovazione e Sviluppo servizi ambientali, Gruppo Hera)
I RAEE vengono prodotti ogni giorno in grandi quantità: per Hera la loro gestione è una priorità?
Già oggi Hera raccoglie ogni anno 14.800 tonnellate di RAEE, permettendo il recupero di materiali importanti come ferro, alluminio, vetro o plastica, e anche preziosi, come il tungsteno o il palladio che sono contenuti nei RAEE e possono essere riutilizzati nei cicli produttivi. Quindi aumentare le quantità raccolte porta benefici ambientali ed economici: è questo che vogliamo ottenere con il progetto Life Identis-Weee che abbiamo proposto assieme ad alcuni partner italiani ed europei.
Può illustrarci gli obbiettivi del progetto?
Il Progetto europeo di cui Hera è capofila è unico nel suo genere e in Italia verrà sperimentato a Bologna, Castenaso, Ravenna e Lugo. All’iniziativa parteciperanno altri due partner, attivi in Spagna (Fundación Ecolum) e in Romania (Associatia Environ) oltre al consorzio italiano EcoLight. Il primo obbiettivo è quello di rendere questo particolare tipo di rifiuto tracciabile, seguendo la filiera attraverso l’uso di dispositivi tecnologici all’avanguardia. Ogni cittadino, infatti, è quotidianamente a contatto con apparecchi elettronici, che hanno una vita sempre più breve: attraverso una quarantina di “cassonetti intelligenti” Bologna e gli altri tre comuni emiliano-romagnoli faranno da città pilota per capire come ottimizzare il servizio di raccolta. Nuovi contenitori per la raccolta di grandi elettrodomestici, televisori e computer saranno collocati anche nelle stazioni ecologiche, nei negozi e presso i centri commerciali. Inoltre, è prevista la realizzazione di una stazione mobile, condotta da un operatore, per la raccolta a domicilio di ogni tipo di rifiuto elettronico. Al termine del progetto, nel 2015, si vuole raggiungere per l’Emilia Romagna l’ambizioso obbiettivo di 11 kg all’anno per abitante.
Quali sono le tipologie di rifiuto che verranno raccolte?
Parlando di RAEE troviamo tutti gli strumenti elettronici di uso comune, che oggi purtroppo sono troppo spesso smaltiti in modo non corretto, con grave danno per l’ambiente. In questo quadro il progetto è sviluppato per raccogliere differenti tipologie, tra cui tv e computer, piccoli elettrodomestici, grandi elettrodomestici e i frigoriferi. L’intero sistema sarà in grado di tracciare ogni rifiuto conferito e di monitorare continuamente l’andamento delle raccolte attraverso apposite statistiche fornite da un evoluto centro di raccolta dati.
E’ un impegno importante per il Gruppo Hera?
Sì, questo progetto prevede investimenti per circa 3,5 milioni di euro da parte dei diversi partner del progetto, e viene co-finanziato dalla Unione Europea col patrocinio, tra gli altri, di Anci, Federambiente e Regione Emilia-Romagna. Nello spirito del progetto Life i risultati ottenuti saranno regolarmente divulgati per diffondere il più possibile queste moderna modalità di gestione dei RAEE.